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Intervista a Mariano Lamberti, autore di “Una Coppia Perfetta (L’amore ai tempi di Grindr)”

Lo scrittore, regista e poeta Mariano Lamberti

di E.T.  twitter@iiiiiTiiiii

 

 

 

 

 

 

Mariano Lamberti è un regista, poeta e scrittore che ha al suo attivo lavori importanti ed interessanti, oltre che coraggiosi. Lo conosciamo – e stimiamo – dai tempi del bel documentario su Brett Shapito (autore di un magnifico libro L’intruso, pubblicato nel 1994 da Feltrinelli, sulla sua storia d’amore con Giovanni Forti, scomparso nel 1992) ed abbiamo apprezzato la sua attività di regista cinematografico ed il suo lavoro di poeta. Mariano Lamberti, piaccia o no, è uno sincero che scrive e dirige proprio le cose che sente, siano per il cinema o per l’editoria, ed è un raffinato poeta. Il suo ultimo libro “Una Coppia Perfetta (L’amore ai tempi di Grindr)” per i tipi di goWare, se da un lato può infastidire per il linguaggio crudo che anima la prima parte del lavoro, è una satira ferocissima su quel tipo d’amore lì, quello ai “tempi di Grindr” e si reimpossessa, girandoci attorno, della centralità di un amore che sempre amore è, comunque lo si voglia chiamare e con chiunque lo si voglia vivere. E’ anche un romanzo che aggredisce furiosamente le convenzioni.

E’ con piacere che pubblichiamo questa intervista che l’autore ci ha gentilmente voluto rilasciare, le cui domande sono solo apparentemente gratuitamente provocatorie. Proprio come il libro.

 

Dunque, l’Amore ai tempi di Grindr è proprio quella cosa che scrive lei?
Che intende?

Peni, orgasmi, erezioni e penetrazioni e null’altro?
Ovviamente direi proprio di no e non perché sia un moralista, ma il libro non è un mero pruriginoso elenco di orgasmi. Questo del resto lo si deduce benissimo dall’evoluzione piscologica dei personaggi (do per scontato che il libro lei l’abbia letto fino in fondo), i quali inizialmente sembrano, anzi sono  presentati, come  due stereotipi sessuali (l’attivo e il passivo) con fantasie mutuate dalla più etero delle pornografie, per poi levarsi le maschere e ritrovare la loro dolente e perduta umanità.

Tutto a celebrare la battaglia sulle Unioni Civili?
I  diritti civili sono solo uno degli aspetti per i quali gli omosessuali hanno lottato per rendere la loro esistenza degna di essere vissuta . Le battaglie fatte per l’uguaglianza dei diritti civili includono tante cose,  compreso  il proprio diritto ad avere una vita profondamente umana, con tutte le sue debolezze fragilità e oscurità. L’essere umano è veramente tale quando nella sua vita risplende tutto: gli aspetti solari positivi, ma anche quelli oscuri e nevrotici. Freud diceva che quando c’è una nevrosi c’è una storia: dare una complessità e quindi una bellezza ai personaggi omosessuali (che spesse volte sono idealizzati e sfumati proprio in nome di una autocensura edificante per mostrarsi agli altri meglio di quello che si è) fa parte degli scopi che mi sono prefisso (tra gli altri) come scrittore.

Per ritrovare “la perduta umanità degli esseri viventi”, abbiamo bisogno del matrimonio egualitario?
Ovviamente no, ma approfitto di questa domanda per esprimere  tutto il mio disappunto per la mancata risoluzione del matrimonio egualitario nelle unioni civili: dopo tanti anni di attesa e tentativi mancati, c’era da aspettarsi un matrimonio egualitario in tutto e per tutto; i cittadini omosessuali e lesbiche  non hanno nulla di meno o di più del normale cittadino (eteronormativo) quindi trovo  inaccettabile che sia  sia stata suggellata questa differenza per accontentare anche quattro cattolici dell’area progressista.

E’ che forse, in fondo, quella cosa lì che scrive lei non è proprio così…
Il mio racconto è realistico fin fin nei minimi particolari (molti si sono anche scandalizzati per i dettagli  della narrazione sin troppo crudi e veri ). Ho cercato di fare una disanima dei meccanismi psicologici  all’interno delle coppie sia omo che eterosessuali: rapporti di potere, di forza; in questo senso al contrario del matrimonio che non è egualitario, ho cercato di fare una storia di coppia egualitaria.

E magari c’è anche un po’ d’ironia tipo un buon padre che insegna attraverso metafore…
Tutto il racconto è intriso di ironia e per ironia intendo quella di cui parlava Giacomo Leopardi, quel senso di distacco che si ha rispetto alle tragedie umane che l’essere umano dovrebbe avere; quella forma di divino, anzi di umano ridimensionamento delle cose umane, e questo ho cercato di ottenerlo  mettendo agli incipit dei vari capitoli del romanzo delle frasi prese dalle chattate più divertenti e surreali di Grindr (le ho scovate su questo incredibile sito “I gentlemen di Grindr”) come una sorta di raffreddamento quando la temperatura emotiva del racconto saliva troppo. L’ironia è sempre stata una caratteristica essenziale (per fortuna direi) nella storia della formazione dell’identità gay (anche quando c’era ben poco da ridere).

 

 

(4 gennaio 2017)

 

 

 

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