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Festival del Cine Español: El Autor, di Manuel Martín Cuenca

di Alessandro Paesano #cinema twitter@gaiaitaliacom #cinespañol

 

 

Nel romanzo Álvaro è un giovane impiegato di uno studio notarile, che ha scelto un lavoro part time per dedicarsi al sogno della sua vita, scrivere un romanzo basato sulla Verità.
Per questo si ispira ai vicini e alle vicine di casa,  cercando di influenzare il corso delle loro vite per piegarle ai suoi fini letterari.

La sceneggiatura che Manuel Martín Cuenca trae dal romanzo, assieme a Alejandro Hernández,  modifica sensibilmente il romanzo dando al suo protagonista una biografia di più ampio respiro.

L’Álvaro del film è sposato,  e va a vivere in un appartamento preso in affitto il momento dopo che sorprende la moglie (scrittrice di successo) a fare sesso in macchina con un altro.

Sono i vicini e le vicine del nuovo appartamento a ispirargli il romanzo, i cui capitoli sono commentati da un professore di scrittura creativa del quale Álvaro segue il corso da tre anni, senza molto successo.

Anche gli altri personaggi hanno la caratura di persone e non di “figure narrative” come nel romanzo.

Però tranne alcune eccezioni come la portiera, che la voce narrante del romanzo definisce vacca o equina, e che invece il film ritrae in tutto il suo portato psicologico (splendida la scena che ci mostra tutto il suo trasporto nell’interpretare  una canzone d’amore, quando crede che Álvaro, col quale ha una relazione, sia davvero interessato a lei ignorando che lui l’ha avvicinata solo per carpirne confidenze sul vicinato), tutti personaggi sono descritti con troppi stereotipi giudicanti.

A cominciare dalle motivazioni che muovono Álvaro che, nel romanzo, è mosso da una cieca dedizione per la letteratura mentre nel film lo muove una  volontà di riscatto da una mediocrità innata.

A differenza di Cerca il regista fa di Álvaro uno “sfigato” incapace di tenersi la moglie (che lo accusa di essere geloso del suo successo letterario) e il lavoro.

Per cui l’amoralità con cui nel romanzo Álvaro gioca con le vite dei vicini, viene ridotta nel film al comportamento sprovveduto ridicolo di uno sfigato, tradendo un gusto maschilista e machista vecchio e stantio.

Anche l’inganno che una coppia di vicini tira ad Álvaro (lo incastrano facendolo apparire l’autore di un omicidio che lui non ha commesso) che nel romanzo è scoperta da Álvaro prima dell’arrivo della polizia, lasciandogli il tempo di riscrivere il suo romanzo, nel film è ridotto a ennesima dimostrazione del fatto che Álvaro sia uno “sfigato”.

Così mentre Cerca conclude El movil con Álvaro che riscrive il suo romanzo e le parole dei due racconti si sovrappongono, nel film vediamo Álvaro manipolare i compagni di carcere insinuando che un carcerato abbia detto di un altro che “è frocio” (con tanto di disegno di un rapporto anale tra i due), aggiungendo alla banalità un tocco di omofobia  che rende El autor un film piccolo, inutile e mediocre.

 




 

(9 maggio 2018)

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