Era il 1973 quando, la leggenda racconta, un “colpo proibito” provocò la morte del mito Bruce Lee, all’apice della carriera cinematografica fatta di Kung-Fu e buoni sentimenti, di etica (assai personale) a volte e di mitici eroi rinverditi con feroce ironia da Quentin Tarantino nella fantastica trilogia di Kill Bill.
Dal blog di Fabio Galli, un’interessante riflessione su “Querelle”
di Fabio Galli Se pensiamo a Querelle, e soprattutto al romanzo di Genet da cui Fassbinder prende il materiale... →
Bruce Lee, la cui sorte venne seguita anche dal figlio Brandon Lee, morto sul set un paio di decenni dopo, è un mito, come testimoniano le numerose iniziative in suo onore in occasione dei 40 anni dalla morte: non ultima la retrospettiva che Rai4 diretta da Carlo Fruttero ha deciso di presentare al pubblico, che ripresenta titoli mitici come “Dalla Cina con furore” o “L’Urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente”, con risultati di ascolto superiori ad ogni previsione.
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