“I racconti di Jaculia”: tra ironia e spiritualità un libro scritto nel “bel mezzo dei lavori di ristrutturazione della vita”

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Il libro è stato scritto nel bel mezzo dei lavori di ristrutturazione della sua vita, caratterizzati da continue lotte interiori e scoperte sorprendenti, in alcuni casi scioccanti. Quasi tutte le storie narrate sono legate da un sottile filo nascosto che accompagna il lettore in un non facile percorso, che sfocia in una nuova presa di coscienza descritta dall’autore.

Altri racconti si inseriscono trasversalmente, come inaspettate parentesi che si aprono proiettando il lettore alla scoperta di storie di vite diverse dove i personaggi si raccontano tramite le loro esistenze e nelle loro caratteristiche. Infatti, una delle peculiarità presenti in questo libro, deriva dal fatto che i racconti presenti in esso hanno la necessità di essere letti avendo una chiave interpretativa molto particolare. I personaggi e le vicende in cui sono coinvolti, per quanto possano sembrare reali o giustappunto frutto dell’immaginazione dell’autore, devono essere visti come se fossero a rappresentanza dei vari stati di coscienza che l’uomo affronta durante il percorso della propria vita.

Proprio questo, d’altronde, è il percorso che il personaggio principale affronta partendo da una condizione che può essere definita come egocentrica, per giungere ad una nuova consapevolezza che genera il principio di quel necessario lavoro al fine di ottenere la piena liberazione del proprio essere.

Frustrazione, insoddisfazione, sofferenza, rabbia… Questa sono le forze che lo attanagliano che vengono descritte, in maniera apparentemente nascosta, attraverso i pensieri e le azioni dei personaggi presenti nel libro.  Per cui, la caratteristica che al lettore non deve sfuggire, è quella della presenza di una multiforme interpretazione necessaria da comprendere, per manifestare in tutto e per tutto quanto queste forze siano in grado di agire e condizionare i comportamenti dell’uomo.

“Alla fine le urla e i pianti finirono, anche perché se quella tipa avesse continuato oltre, lo avrebbe ammazzato per davvero, così rimasi seduto con i capelli agitati dal vento avvolto nella mia vestaglia di pile. Almeno lei c’era ancora. Così calda, così sdrucita, così piena di buchi da tizzone che sembrava essere appartenuta a uno che era stato fucilato, e fissavo le nuvole che si rincorrevano nel cielo. Le paragonai ai miei pensieri, così tanti e così sfuggenti che si susseguivano senza sosta nella mia mente, proprio come quei nuvoloni. Mi chiesi se alla fine il cielo si sarebbe aperto per mostrarmi il sole, ma per tutta risposta mi sono immaginato mentre mi guardavo dall’alto, come se stessi sbirciando me stesso da dietro uno di quei nuvoloni. Ho visto quindi un tizio con un mocio in testa, avvolto in uno straccio e raggomitolato su uno sdraio da mare sul balcone di casa preso completamente da paranoie e rammarichi e all’idea sono scoppiato a ridere come uno scemo. Altro che il sole” – tratto dal libro “I racconti di Jaculia” (pag.16)

Non manca il sarcasmo, estremo in alcuni punti, indirizzato sempre verso una spinta a porsi le domande giuste e cercare validi mezzi per uscire dal dramma quotidiano che caratterizza la società globale.

Cresciuto in una famiglia di commercianti, Alessio Santoni fin da piccolo è sempre stato appassionato della scrittura di storie di fantasia. A causa di eventi familiari che hanno caratterizzato il suo percorso di vita, si è visto costretto ogni volta a rinchiudere il sogno di scrivere un libro nel cassetto delle “cose da fare”. Ma nulla accade per caso, e il momento propizio è capitato.

 

(27 maggio 2024)

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