L’HIV si portava via la vita di Rudolf Nureyev vent’anni fa, scompariva con lui un mito, l’uomo che aveva trasformato la danza classica in qualcosa di mai visto prima.
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Rufold Nureyev scomparve il 6 gennaio del 1993 ucciso dall’AIDS che aveva falcidiato un’intera generazione di grandi della cultura e dello spettacolo, da Robert Mapplethorpe a Liberace, da Freddy Mercuy a Michel Foucault.
Il suo mito è inossidabile. Mentre Roma gli dedica un tributo che Ravello replica il 30 di luglio, la città di Moulins in Francia prepara per settembre l’apertura del Museo permanente a lui dedicato.
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