Lo dico proprio così per amor di polemica, senza giudizio alcuno, dato che è evidente che da queste umili pagine non possiamo anche permetterci di criticare qualcuno gratuitamente, noi che siam quasi nullità, ma il coming out “a tempo” di Gianni Amelio ci lascia, per così dire, perplessi non per il fatto di averlo scoperto gay, non è che ci siam mai posti il problema dell’orientamento sessuale del regista, ma per il tempismo con cui questo avviene, proprio a poche settimane dall’uscita del suo nuovo docufilm sulla popolazione gay, che debutterà alla Berlinalee che è intitolato “Felice chi è diverso“.
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Non abbiamo grande voglia di scomodare Sandro Penna e ciò che penserebbe del documentario, ma il tempismo ci pare sospetto.
Per quanto riguarda il film possiamo dirvi che racconta l’omosessualità in Italia attraverso testimonianze, ricordi, esperienze di vita di persone che hanno vissuto gli anni repressivi del fascismo e del secondo dopoguerra.
Insomma, prima o poi si svegliano.
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