Il Roma Fringe Festival non si ferma, lotta con la pioggia, con i forfait delle compagnie che temono la pioggia (una, martedì sera, proprio non se l’è sentita di starci) e con il pubblico che non tradisce nemmeno nelle serate freddine (per il mese di giugno) come quella alla quale abbiamo assistito – purtroppo solo in parte – martedì 17 giugno.
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Il pubblico, proprio lui, è testimone del grande lavoro fatto dall’organizzazione del Roma Fringe Festival in queste tre edizioni: è il pubblico che sceglie la manifestazione – non perché non c’è nient’altro, come abbiamo letto da qualche parte, ma perché le proposte sono tante, ampie, variegate, adatte a qualsiasi tipo di pubblico (fatto che a volte fa storcere il naso al nostro inviato), veicolato anche dalla capacità degli organizzatori di informarlo puntualmente sia sui cambi di cartellone che sulle attività dell’evento… anche negli undici mesi in cui l’evento non è in scena.
Questa sera, 18 giugno, in scena “Kaleido, il circo delle donne”, “E’ troppo amara sta terra Duci” e “Sigmund e Carlo”.
Si inizia come sempre alle 20.30.
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
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(18 giugno 2014)
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