di Ghita Gradita
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
Così che Carlo Conti, nel furore nazionalpopolare che lo contraddistingue, dopo l’empowerment seguito ai fasti sanremesi, ha deciso di fare fuori dalla programmazione di RadioRai il programma “610” di Lillo & Greg, trasmissione radiofonica con uno seguito straordinario e con un volume di ascolti di podcast e streaming da fare tremare le gambe a qualsiasi network radiofonico. Viene il sospetto che il direttore artistico, quanto gli piacciono i titoli, debba in qualche modo liberare spazio per Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello (con i quali si trova ora in tournée, pare che la gente muoia dal ridere, ma la notizia si tiene nascosta per non allarmare il pubblico) personaggi morti da un paio di lustri e che soltanto l’amicizia del potente (momentaneamente) Conti possa risollevare dalla polvere. Conti non è solo un cavallo zoppo che durerà il tempo di uno sternuto, è un cavallo cieco. Le due cose, insieme, sono un disastro.
(4 agosto 2016)
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