In libreria per Marsilio: “Mario Mieli. La gaia critica Politica e liberazione sessuale negli anni settanta. Scritti (1972-1983)” a cura di Paola Mieli e Massimo Prearo

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di Redazione #Cultura twitter@gaiaitaliacom #Libri

 

In libreria per i tipi di Marsilio gli scritti teorici e politici, articoli e interviste di Mario Mieli per la prima volta presentati in maniera organizzata e criticamente ragionata, nell’estensione poliedrica del suo pensiero e della sua scrittura. Le intuizioni di un pensatore radicale e raffinato che ha anticipato il dibattito contemporaneo sugli studi di genere.

 

La rivoluzione la si fa ovunque. A Macondo come in tram, a Buckingham Palace come alla Breda, a pranzo dai genitori e a letto con l’amante. La parola d’ordine è AMARE: buttiamo A MARE la macchina capitalistica, e riprendiamoci il mondo».
Mario Mieli

Quando Elementi di critica omosessuale esce per Einaudi, Mario Mieli ha venticinque anni. È il 1977, apice in Italia di una mobilitazione politica mai vista prima, in cui le teorie su genere e identità sessuale vengono ancora viste con sospetto o considerate appannaggio del solo movimento femminista. Il libro desta subito scalpore, non solo per il linguaggio a metà tra accademia e slang giovanile, ma perché per la prima volta l’omosessualità viene rivendicata come ideale utopico di liberazione. Nella cupa turbolenza di quegli anni, Mieli indicava infatti come unica uscita possibile dalle pastoie del capitalismo il riconoscimento di una sessualità fluida, in cui tutti fossero liberi di definire sé stessi al di là della falsa alternativa tra omo ed eterosessualità offerta dalla norma comune, anticipando i temi su cui da lì a poco si sarebbero concentrati gli studi di genere. Ma la teorizzazione di un «ermafroditismo originario e profondo di ogni individuo», in un’epoca in cui per la prima volta il privato diventava politico, non era frutto di soli studi accademici. Per dieci anni, prima e dopo la pubblicazione del suo libro più famoso, Mieli partecipa attivamente ai primi collettivi italiani per i diritti degli omosessuali, scrivendo recensioni e articoli con cui ha continuato fino all’ultimo ad approfondire il suo percorso personale e la sua visione radicale della società. Questo volume, curato dalla sorella Paola e da Massimo Prearo, raccoglie gli interventi più importanti, offrendo uno strumento indispensabile per comprendere la complessità e la ricchezza del pensiero di uno dei protagonisti più radicali della storia culturale italiana del secolo scorso.

Mario Mieli (1952-1983), intellettuale, attivista, poeta, scrittore e saggista, è stato una figura centrale nel panorama culturale italiano degli anni settanta e del movimento lgbti. Il suo testo più importante, Elementi di cultura omosessuale, pubblicato per la prima volta nel 1977, è stato da poco riproposto da Feltrinelli in una nuova edizione critica.

 

 





 

(2 maggio 2019)

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