La stampa rimane sbalordita e tributa un’ovazione a Michael Douglas, per la sua interpretazione del celeberrimo Liberace, artista straordinario e strapagato che l’AIDS si portó via nel 1987, insieme a tanti artisti dell’epoca.
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Le agenzie, che parlano di interpretazione da Palma d’Oro e da Oscar, parlano del lavoro degli attori più che del film, diretto da Steven Soderbergh e tratto dal libro “Behind the Candelabra”, scritto dal compagno di Liberace (interpretato da Matt Damon) mesi dopo la scomparsa dell’artista.
Il candelabro di cui si parla nel titolo è un candelabro che abitualmente l’eccentrico artista (per vent’anni il più pagato del mondo), metteva in bella mostra sul suo pianoforte ad ogni concerto.
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