Trentasette magnifiche tele olandesi del XVII secolo saranno esposte al pubblico dall’8 Febbraio al 25 Maggio nel bolognese Palazzo Fava, nella centralissima via Manzoni, traversa di via Indipendenza.
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
Da un palazzo all’altro LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA, Il mito della Golden Age, DA VERMEER A REMBRANDT, Capolavori dal Mauritshuis.
L’operazione, presentata come commercialissima ed abilissima, nello stile del curatore Marco Goldin, prende le mosse da un motivo meramente pratico: il restauro e l’ampliamento del museo olandese: in questo modo le opere “prendono aria” in giro per il mondo, si fanno pubblicità, rimedieranno economicamente delle cifre utili ai restauri, ed al ritorno troveranno la loro “casa” rimessa a nuovo… Come é prassi ormai abituale, si sa.
Qui si è fatto leva su un piccolo quadro notissimo dei pochi a noi giunti di Vermeere e gli si è messo sulle spalle la responsabilità del successo dell’operazione; spalle forti grazie a romanzetti e filmetti di cui si sa. Però bisogna dire che l’operazione ha il suo valore, nonostante tutto: perché la scelta di Palazzo Fava, restaurato molto bene e da poco, è vincente, ed anche perchè l’allestimento è curatissimo.
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
In penombra, ciascuna delle trentasette tele è accuratamente illuminata da sagomatori, mentre in alto, gli affreschi dei Carracci lo sono separatamente, dando vita a due piani spaziali, due mondi, due registri. C’è una introduzione dedicata al museo prestatore; ci sono ritratti, paesaggi, interni con figure, nature morte, e da ultima, lei, la ragazzina che si volta, con il suo sorriso appena accennato, nel taglio di luce perfetto: enigmatica, forse, magari solo curiosa, sembra volgere lo sguardo verso di noi, come a farsi seguire.
Potremmo fare centinaia di illazioni, tanto si sa: un quadro non è mai ciò che sembra, o non soltanto.
Precedentemente abbiamo incontrato due magnifici paesaggi di Ruisdael e delle vele sul mare di Ruysdael, due Franz Hals, tre Rembrandt, fra cui il sorprendente CANTO DI LODE DI SIMEONE del 1631, piccola, minuscola tavola sorprendente per l’impianto e la luce!
C’è un altro Vermeer: DIANA E LE NINFE del1653-4, e fra le nature morte: IL CARDELLINO di Carel Fabritius(1654), che per fortuna, allora, non era morto per nulla, ma dall’aria vivacisima!
Linea d’ombra pubblica il volume/catalogo della mostra, ricco di saggi, illustrazioni ed un testo teatrale dello stesso Goldin, dedicato alla protagonista della manifestazione.
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