Venezia, Contrasti tra Sebastiao Salgado e Franco Fontana: Emilio Campanella ce li racconta

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Sebastiao Salgado 05di Emilio Campanella

Due mostre fotografiche, a Venezia, inaugurate a due settimane di distanza, poco lontane l’una dall’altra, la prima: GENESI di Sebastiao Salgado, rigorosissima celebrazione del bianco e nero sui popoli ed i luoghi ai confini del mondo, alla Casa dei Tre Oci dall’1 Febbraio all’11 Maggio.

L’altra: FRANCO FONTANA FULL COLOR, apoteosi dei colori saturi e dei contrasti arditi, a Palazzo Cavalli Franchetti dal 15 Febbraio al 18 Maggio.

Consiglio caldamente la visione consecuitiva (una successiva all’altra insomma) delle due esposizioni, tanto da vivere un piccolo shock da contrasti, appunto. Io non ho potuto farlo per motivi di impossibilità pratica, infatti ho visto Fontana alla presentazione, e Salgado molto dopo…

Non saprei dire se potrebbe essere maggiormente stimolante e quale delle due vedere prima, ma sull’utilità della visione ravvicinata non ho assolutamente nessun dubbio. Franco Fontana Full Color

Confesso che le fotografie di Fontana, mi hanno un po’ affaticato… Che dire: troppo belle, troppo accese, troppo accurate, troppo abili, troppo “facili”, troppo TROPPO, insomma, ma gradevoli e stimolanti.  Se debbo fare un appunto è all’illuminazione di entrambe le mostre: a Palazzo Cavalli Franchetti completamente sbagliata, come sempre, ed ai Tre Oci sofferente di riflessi fastidiosissimi.

Al di là di ciò tanto le scelte tematiche di GENESI, quanto il taglio dell’immagine, indubbiamente ricercatissimo, mi ha, comunque, profondamente emozionato, sarà che amo gli animali e la natura selvaggia e sono trepidante per il destino dei popoli “primitivi” che minacciamo, fatto sta che il mio cuore ha battuto forte.

Sui tre piani del palazzo la mostra è divisa per capitoli che corrispondono a quelli della gigantesca pubblicazione di cui costituisce una scelta: AMAZZONIA E PANTANAL dove ci sono bestiole e bestiacce, persone, intrecci di linee; SANTUARI dove vi si trovano corpi e riti alle radici della mistica, un gruppo di donne che mi ha portato al SACRE stravinskiano, ed anche un “uomosauro” con una maschera sul capo, il corpo guizzante di muscoli agili, lunghi prolungamenti delle dita: indimenticabile! PIANETA SUD, anche qui linee, intrecci, contrasti, corpi, alberi, radici, rocce; ancora: LE TERRE DEL NORD; AFRICA...

In questi giorni di carnevale, è curioso vedere quanti visitatori di mostre fotografiche abbiano al collo importanti macchine fotografiche…

Insomma, come dire: fra colleghi!

 

 

 

©emilio campanella 2014
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