Perché non ci lasciano giocare con la terra?
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Tratto da “L’arte della Gioia” di Goliarda Sapienza è un adattamento ben riuscito nel suo intento.
Notevole il lavoro svolto sia dall’autrice Silvia Manciati che dalla regista Alessia Barbieri Pomposelli capaci di allestire una sciena accattivante per gli occhi dello spettatore, che rimangono incollati ad una bravissima Viola Sartoretto che spicca dal suo privilegiato, assegnatogli dalla regia.
Non sono da meno però, in scena Silvia Mancianti, Davide Maria Marucci e Arianna Paravani, altrettanto capaci ed adatti a questo “gioco dei ruoli” all’interno del quale, legati da un filo alla nostra eroina, riescono a interpretare tutto l’arcobaleno di personaggi che ha ruotato attorno e dentro la vita di Goliarda.
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Per il pubblico l’atmosfera è avvolgente, si rimane catturati dalla figura di questa donna e dalle sue vicissitudini, forse anche aiutati dal fatto che la quarta parete viene completamente distrutta, permettendo agli attori di muoversi, seppur sempre “legati” a Goliarda, liberamente in tutto lo spazio.
Un’opera che sarebbe bello approfondire, della quale volentieri si gusterebbe una versione anche più lunga. Uno spettacolo che, per chi come me, confessa candidamente che non conosceva prima la storia di Goliarda, spinge alla ricerca, alla volontà di conoscere e capire.
Perché non ci lasciano giocare con la terra? È un bello spettacolo. Uno spettacolo da assaporare. Elaborato con cura e attenzione e che merita altrettanta attenzione.
(30 giugno 2014)
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