Ascoltare “Grace” ed impazzire fu tutt’uno. Una voce unica, un rock blues che non si sarebbe più potuto ascoltare, non con quella forza, quella forma, quell’unicità, quella disperazione. Nessuno avrebbe più cantato così.Jeff Buckley era già eterno quando lo ascoltai dal vivo in Emilia Romagna e ci andai a cena dopo il concerto. Non sono mai stata una grupie, ma se quella volta fosse successo non avrei detto di no.
Antony Gormley. Geestgrond: il corpo come misura dello spazio
di Fabio Galli Al KMSKA di Anversa è in corso fino al 20 settembre 2026 Geestgrond, la più... →
Lui fu un gentiluomo. Dopo un concerto straordinario in cui offrì una sigaretta ad un ragazzo in prima fila, un concerto in cui cantò “Halleluja” di Leonard Cohen con un trasporto ed una intensità che mi fece piangere.
Lui che era l’uomo più bello del mondo e che volevo sposare se ne andò pochi mesi dopo all’età di 33 anni, la stessa età che aveva suo padre Tim Buckley, altro genio della musica, quando morì. Dopo “Grace” che rimane il suo unico album, la madre fece uscire un magnifico doppio cd “My sweetheart the drunk”.
Jeff Buckey rimane indimenticabile. Ed inarrivabile.
Giuseppe Genna e la lunga attesa di Lopez
di Fabio Galli Alcuni personaggi continuano a vivere anche quando smettono di apparire. Restano in una sorta di... →
(26 agosto 2014)
©gaiaitalia.com 2014 diritti riservati riproduzione vietata

