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Teatri di Vetro: Non c’è corpo senza un paesaggio che lo contenga…

Teatri di Vetro - 00di Alessandro Paesano  twitter@Ale_Paesano

Il lavoro di Valerio Sirna e Leonardo Delogu affonda le sue radici nella performance, nella ricerca artistica e e in quella architettonica. Se visitate il sito del loro sodalizio artistico DOM trovate percorsi di ricerca e riflessioni che permettono di abbracciare con un solo sguardo i molteplici orizzonti che compongono il loro lavoro.

Per provare a restituire quella che è essenzialmente una esperienza da fare lasciamoci suggestionare da una frase di Delogu: Non c’è corpo senza un paesaggio che lo contenga, non c’è paesaggio senza un corpo che lo abiti e lo contempli.

Questa doppia affermazione costituisce la premessa dalla quale si sono mossi i e le partecipanti al loro laboratorio, che per 10 giorni hanno lavorato insieme negli spazi di Monte Cucco là dove Pasolini ha girato alcune scene di Uccellacci e Uccellini.

Ragionandone ieri con Roberta Nicolai, la direttrice artistica di Teatri di Vetro che ha coprodotto il progetto, due sono gli elementi dirompenti della performance cui abbiamo assistito.

La gittata dello sguardo che può allungarsi in una profondità di campo impossibile a teatro, abituata (costretta?) sulle distanze corte se non cortissime.
La percezione sonora che negli spazi aperti riesce a estendersi molto più di quanto uno spazio chiuso o i rumori della città possono normalmente permetterci di esperire.

Ma procediamo con ordine.

La perfomance inizia già nel punto di ritrovo, nel nostro caso la stazione Magliana FS (c’erano altre due possibilità). Alcune delle performer ci conducono sino al monte Cucco in un percorso urbano che va dalla stazione a una strada prima asfaltata poi sterrata che si insinua sulle pendici del Monte, una delle poche zone di pascolo (pecore e mucche ci accolgono) rimaste attive nell’insediamento urbano di Roma.
Siamo l’ultimo gruppo dei tre a raggiungere il luogo della perfomance e a occupare le sedie che sono state allestite per noi.

Dopo la performance gli altri gruppi ci diranno che per loro il nostro arrivo ha fatto parte della performance.

La perfomance inizia con le voce di Pier Paolo Pasolini tratte da uno dei suoi speciali televisivi dove ragionava di conservazione dei luoghi e degli spazi paesaggistici, in difesa e in contrasto di una erosione urbana non importa quanto il paesaggio da preservare sia modesto.

Il paesaggio in cui ci troviamo vede un prato in sommità del Monte, sulla sinistra i resti di un edificio del 1700 e più in là, dopo un leggero avvallamento i resti di un edificio circolare del 1500.
Ancora dietro, molto oltre, il profilo degli edifici moderni dell’Eur, le tracce della via Cristoforo Colombo qualche insegna pubblicitaria che, quando farà buio, si illuminerà di rosso mentre ora appare arancione.Teatri di Vetro - 02  Dibujando

 

I e le performer copiano alla vista emergendo dall’orizzonte del nostro paesaggio dietro e oltre l’edificio circolare che in mancanza di altri elementi di paragone non si riesce a percepire quanto disti concretamente da noi. Le figure umane che lo popolano e lo esplorano ne riscrivono le proporzioni e si impongo per l’icasticità con cui uomini e donne pur minuti a minuscoli di fronte la possanza dell’edificio circolare si renda subito disponile a un riconoscimento immediata. Pur da così lontano in quel che nel gergo cinematografico è un campo lunghissimo dove non si distinguono i visi, i movimenti e le intenzioni di quegli uomini e quelle donne sono comunque immediatamente decifrabili basta saperli guardare.

Il panorama che fino a quel momento si fondeva in un dato indistinto privo quasi di segni umani e privo di presenze umane adesso emerge in tutta la sua peculiarità proprio nel momento in cui la presenza della figura umana lo distingue e lo distanzia nella nostra percezione.

Intanto altre presenze umane emergono dal secondo edificio, quello che abbiamo a poche decine di metri di distanza intessendo una esplorazione dialettica con il paesaggio dove i ragazzi e le ragazze, corrono, compiono dei movimenti più o meno decifrabili (sono ossa quelle che quella ragazza sta sotterrando?) dove a differenza di ogni rappresentazione quel che accade non accade perché c’è un pubblico da intrattenere ma accade di per sé perché i e le performer stanno facendo esperienza di quel paesaggio e il loro agire non è il tramite di un’esperienza che si vuole far fare al pubblico ma un’esperienza loro, della quale il pubblico rimane elemento se non proprio accessorio sicuramente secondario ma non per questo irrilevante.

L’esplorazione ludica trova la liberazione di qualche nudo, lontanissimo eppure immediatamente percepibile, di un gioco della guerra dal quale non si rialza nessuno, tra alcuni versi (dei poeti anonimi del Trullo) letti in un walkie talkie amplificato, quello sì, a favore di pubblico, e alcuni brani di Gilles Clément cui questo percorso di ricerca guarda con attenzione.

In questa triangolazione tra figura umana paesaggio urbano e paesaggio naturale la presenza del pubblico restituisce la cifra di un rapporto tra luogo e persone che è tutto da riscrivere necessità della quale questa perfomance testimonia una delle possibili soluzioni, trovata da un gruppo di persone, qui e ora, senza che la poetica de frammento induca estetizzazioni fine a se stesse facendo rimanere il pubblico centrato sul’emozione della percezione, una percezione che si fa liquida, dove l’occhio e l’orecchio, i suoni e le voci che ci giungono con altrettanta nitidezza del paesaggio ci sorprendono e ci com-muovono.

Sirna e Delogu scrivono pagine importanti e indimenticabili in quel crocevia tra teatro e architettura che solo la performance d’arte ha il respiro sufficiente per sostenere e portare fino in fondo con una prospettiva europea che per una volta fa stagliare una nostra produzione a fianco di quelle europee facendoci sperare che forse l’eccellenza può ancora essere italiana.

Di Teatri di Vetro, di Sirna e Delogu possiamo dirlo con assoluta certezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(19 settembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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