Erano le 21 del 6 ottobre del 1924 quando, per la prima volta, andava in onda una trasmissione radiofonica su territorio nazionale.
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
Grazie a Guglielmo Marconi che ne fu l’inventore, un nuovo mezzo di comunicazione era entrato nella vita degli italiani segnando una svolta epocale. 90 anni e non sentirli: la radio è in ottima forma, e nonostante le nuove tecnologie, le nuove tendenze, la radio è ancora li, non ci abbandona mai, in ufficio, sotto la doccia, in macchina.
“Con la radio si può scrivere, leggere o cucinare, non c’è da stare immobili seduti li a guardare” diceva Finardi nella canzone che le rende omaggio. Che fosse un mezzo potentissimo lo capì prima di tutto la politica che, con Mussolini, vide la fondazione di EIAR, la radiofonia di stato, facendone l’organo di regime e di intrattenimento popolare.
In Italia poi, l’evoluzione radiofonica, passa dal monopolio Rai a un vero libero mercato, senza però rimanerne impigliata. Ci furono tante emittenti locali , piccole realtà’, spesso provinciali, che volevano esplorare questo nuovo mondo e lo facevano bene , esprimendo le proprie idee, coinvolgendo l’ascoltatore che spesso diventava il vero protagonista della trasmissione.
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
Oggi la radio si fa anche sul web. Tanto che anche noi di Gaiaitalia.com presto torneremo con la nostra emittente.
E allora, festeggiamo la splendida novantenne che fu strumento di regime e oggi è strumento di democrazia. Nonostante Berlusconi.
Auguri.

