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“Hic Est Sanguis Meus”, Il sangue delle donne al Rialto di Roma

press_it_cs5di Gaiaitalia.com

Un’idea di Paola Daniele. Non solo un manifesto femminista, ma un viaggio nel corpo della donna, senza tabù. Con una libertà di sguardo senza limiti. “Il sesso delle donne non è visibile come quello degli uomini. Il sangue che ne cola alla vista di tutti significa che esso vive, secerne, palpita, desidera, causando spesso un disagio nelle donne come negli uomini”. Olivier Grignon, psicoanalista, autore di “Corps des larmes”. Da innominabili le mestruazioni sono diventate invisibili. Nelle culture moderne il tabù mestruale prende la forma del silenzio. La parola vagina, ad esempio, non è mai usata nelle pubblicità per tamponi ed il flusso viene non viene rappresentato in rosso ma in blu. Probabilmente perché il sangue riattiva la paura della morte negli uomini; contrariamente a quanto avviene nelle donne, per le quali è indice di fertilità. Sin dalla notte dei tempi, infatti, la capacità delle donne di creare la vita rimane il mistero più potente per l’altro sesso. A tal proposito Maryse Vaillant riflette su quanto sia «sorprendente che il sangue, che ricorda la differenza fondamentale tra i sessi, intrighi e affascini gli uomini» e allo stesso tempo sia stato «a lungo disprezzato dai “maschi”».

Secondo la psicoterapeuta ciò accade perché quello che scorre dal corpo femminile ogni mese non può essere trattenuto, al contrario di quello che scorre sui campi di battaglia considerato «glorioso», poiché «gli uomini-maschi valorizzano sempre più l’attivo che il passivo, il volontario rispetto all’involontario». Come tutte le emissioni corporee passive, quindi, le mestruazioni sono trattate come una macchia, che dovrebbe essere lavata per ritrovare uno stato di purezza. Mentre invece sono indice di vitalità poiché determinano l’orologio biologico di una donna, tra la prima e l’ultima apparizione. Le ragazze imparano a vivere il periodo mestruale come quella che Chris Bobel chiama «una crisi sanitaria», mentre dovrebbe essere un’occasione importante per parlare del corpo e di tutte le sue meraviglie.

Il ciclo mestruale è infatti in stretto rapporto con il ciclo lunare (anch’esso di 28 giorni) ed è probabilmente la più antica fonte in relazione alle scienze geometriche e matematiche. Le quattro fasi lunari sono simmetricamente identiche a quelle del ciclo mestruale. Il sangue è una risorsa, è spirito, non una maledizione, come le industrie di prodotti per l’igiene femminile vorrebbero far credere.

Da dove viene l’idea che sia impuro? Libero dai tabù il corpo emoziona. «Ogni uomo è nato da un ventre sanguinante – afferma Maryse Vaillant – le mestruazioni rinviano alla nostra origine, il sangue dunque è un’angoscia arcaica che precede il linguaggio». Lo scopo di questo viaggio nell’intimità/ identità femminile, documentato con molteplici supporti – foto, video, installazioni, testi, disegni, musica e performance – sarà appunto quello di mostrare il ciclo mestruale come una risorsa. Esplorando il sanguinamento mensile senza dogmi e senza filtri. Questo l’obiettivo: imparare a conoscere il proprio corpo senza tabù. Allontanando l’idea che vi siano maledizioni.

“Se pensate di essere libere dovreste considerare l’idea di assaggiare il vostro sangue mestruale. Se questa idea vi disgusta, avete ancora molta strada da fare”.
Germaine Greer, The Female Eunuch During my period
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
sabato 13 dicembre ore 20.00
domenica 14 dicembre ore 17.00
RIALTO
via di Sant’Ambrogio 4
Roma
(Ghetto ebraico, a due passi dal Largo di Torre Argentina)
 
 
 
 
 
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