Mimmo Sorrentino #Vistipervoi “Adesso che hai scelto” èteatro per amore

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Mimmo Sorrentino 00di E.T.  twitter@iiiiiTiiiii

Il 25 febbraio scorso, al Teatro Due di Roma, ho avuto finalmente modo di ritrovare le ragioni che mi hanno spinto ad avvicinarmi ai mestieri della regia, della drammaturgia, della critica teatrale, che erano le ragioni del cuore. La possibilità cioè di avvicinare storie di esseri umani e raccontarle. Chi mi ha restituito quelle ragioni è stato Mimmo Sorrentino con “Adesso che hai scelto”, narrazione di vite, condizioni ed esseri umani, di grande, profonda e toccante umanità.

Sorrentino percorre i cuori umani, le loro storie, le loro brutture e bellezze, da decenni: fossero carcerati, adolescenti a rischio italiani o stranieri, donne di camorra, casalinghe, giovani immigrati sans papiers. restituisce a quelle storie la dignità in esse contenute, la fa rivivere, splendere e ce la dona sotto forma di poesia. Quella poesia che è la vita stessa in quel suo canto profondo che solo la nostra cialtronaggine ci impedisce di ascoltare. Stupidi siamo, ci sembra dire Sorrentino che ci prende per mano come fa con i suoi allievi e ci porta a scoprire i mondi altri che chiudiamo fuori dalla porta.

Ci racconta le gerarchie di potere del carcere, le ragioni di certe vanità femminili, ci parla di vita nel teatro (che troppi egopati incapaci hanno trasformato in morte), attraverso la storia di una donna che racconterà ai propri figli di avere fatto l’attrice, ci parla di giovani adolescenti che non sanno parlare ai propri padri (vittime di padri che non hanno saputo parlare ai loro), individua e ci racconta la causa che genera l’effetto, insomma ci dice che nonostante tutto il nostro impegno nel giudicare gli altri, ci sono sempre ragioni profonde che portano le cose “a succedere”.

Lo spettacolo va visto, quindi non staremo qui a raccontarne i dettagli né le singole storie, ci limiteremo a raccomandarvi di vederlo; a Roma se siete romani, o in qualsiasi altro luogo vi sia data la possibilità di assistervi.

Il lavoro di Mimmo Sorrentino toglie il teatro dalle stalle puzzolenti dell’intellettualismo sterile, puerile ed arrogante, dice che i teatranti affittacamere non hanno capito nulla, testimonia che il cuore vince sempre ed è la ragione per cui la cultura nasce e vince; costringe infine a diventare esseri umani e a tirarla fuori questa umanità quando ci chiede di scrivere una poesia e dargliela.

Con piacere l’abbiamo scritta, in dieci secondi, divertendoci ad ascoltare i risolini infantili di quattro ultrasessantenni poche file davanti a noi, che per tutto lo spettacolo si erano comportati da adolescenti indisciplinati offrendo di sé una patetica caricatura, ma rimanendo – nonostante il russare [poco] sommesso di uno di loro, affascinati dal lavoro. Anche loro però alla fine, cedono, e consegnano la poesia.

Lo spettacolo fa parte di “A Roma! A Roma!”, interessantissima rassegna di teatro organizzata al Teatro Due per la direzione artistica di Francesca De Sanctis, con la quale ne parleremo in un’intervista pubblicata su queste stesse pagine.

In chiusura due parole di ringraziamento all’ufficio stampa del Teatro Due: fa molto piacere essere accolti in teatro come siamo stati accolti al nostro arrivo il 25 febbraio scorso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(25 febbraio 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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