Venezia, Percorsi d’Arte tra Biennale ed Eventi collaterali raccontati da Emilio Campanella

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Emilio Vedova 00di Emilio Campanella

Come ogni anno, e più del solito, si direbbe, peraltro con un mese in più a disposizione, Venezia consente agli appassionati d’arte, di non annoiarsi, di riuscire a dribblare l’invasione del turismo di massa, e come ormai si sa, di accedere a palazzi privati che affittano le loro stanze sontuose per ospitare padiglioni nazionali, eventi collaterali della Biennale, altre esposizioni, talvolta veramente molto interessanti. Siccome il tempo è particolarmente autunnale, in questi giorni, a parte il cinema per un dovere nei confronti del Festival di Cannes, seguito a distanza, e la visionatura di alcune pellicole decisamente importanti, presentate, mi sono armato di ombrello ed ho sgambettato avanti e indietro, su e giù per scaloni, mi sono inoltrato in capannoni abbandonati, abitati per l’occasione, da opere spesso notevoli. Comincerò il giro dei suggerimenti con SLIP OF THE TONGUE, mastodontica esposizione dai tentativi trasversali, proposta alla Punta della Dogana dalla Fondazione Pinault. Un’abbuffata ricca di nomi importanti… A S.Gregorio, poco lontano, una suggestiva mostra del brasiliano Véio, che evoca pali lagunari colorati, larghe pozzanghere finte ed efficacissime, tanto da preoccupare i visitatori. E’ la celebrazione ventennale del marchio della moda Marni.Più avanti, la Collezione Peggy Guggenheim propone, sino al 14 Settembre: CHARLES POLLOCK, Una retrospettiva; mostra particolarmente illuminante sulla famiglia e di questo meno noto fratello di Jackson Pollock, dalle notevoli qualità e che gli sopravvisse oltre quarant’anni; di Jackson, invece, MURALE, Energia resa visibile, sino al 16 Novembre, oltre al restauro di ALCHIMIA, presentato già in precedenza. Spostandosi sul Canale della Giudecca si arriva al Magazzino del Sale n.5 dove ci si può fermare una quarantina di minuti per seguire una grande video installazione: 001 UNIVERSO MUNDUS AES+F; la seconda parte del lavoro è al secondo piano di Palazzo Nani Mocenigo, sul Rio di S.Trovaso, ospitata dal museo Vitraria, che ha qui la sua sede. Con l’occasione consiglio una visita attenta ed accurata a PRECIOUS, al primo piano, DA PICASSO A JEFF KOONS, una scelta di magnifici gioielli di artisti moderni e contemporanei.Alexander Calder Sempre alle Zattere dove siamo tornati, al n. 417, consiglio IN THE EYE OF THE THUNDERSTORM: EFFERVESCENT PRATICES FROM THE ARAB WORLD AND SOUTH ASIA, una serie di installazioni decisamente stimolanti, di vari artisti. In zona, la Fondazione Emilio ed Annabianca Vedova: FRAMMENTI EXPO ’67, ALEXANDER CALDER ed EMILIO VEDOVA. Il primo nell’ex atelier, il secondo nel suo museo. Esposizioni che brillano per la consueta cura ed attenzione non solo scientifica e che saranno aperte al pubblico sino al 18 Ottobre. Sul Rio di S. Trovaso, poco prima del palazzo da poco citato, ci si può inoltrare in uno spazio, noto ai residenti, come contenitore di esposizioni che si presentano sempre, purtroppo, un po’ come fiere campionarie a causa delle proposte eterogenee e dgli allestimenti; non certo aiutati questi, da spazi effettivamente infelici, e questo è certo, ma poco studiati nelle loro eventuali potenzialità. Anche in questo caso il padiglione del Guatemala, viene “simpaticamente” confuso con opere notevoli e solenni baracconate. La mostra si chiama SWEET DEATH ed è pubblicizzata da un bel manifesto che riproduce una notevole scultura di Paolo Schmidlin (SETTECENTO, del 1993). Le sue otto opere, presenti con giusto rilievo sul catalogo edito da Giorgio Mondadori, sono esposte in una sala, insieme ad altre che non hanno nulla a che fare, e soprattutto con tremende luci colorate…perchè?. Ci sono lavori notevoli, ma l’effetto è più spesso deleterio, ed è un peccato, poiché il tema è non poco stimolante. Continuando a camminare lungo la riva si Raggiunge il Terminal Passeggeri della Stazione Marittima a S.Basilio. Si supera il ponte di legno, si segue l’edificio sul lato destro, sino in fondo e sulla sinistra è l’ingresso della mostra: THE BRIDGES OF GRAFFITI. Una notevole sorpresa per la cura dell’allestimento, la scelta degli artisti( Eron, Futura, Doze Green, Todd James, Jayone, Mode2, Sikki, Teach, Boris Tellegen, Zero-t), l’ambientazione, le luci perfette. Tutto questo in un semplice capannone che di suo, potrebbe essere tristissimo!Anche questo è un evento collaterale della Biennale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(24 maggio 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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