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Salisburgo. Il Museum der Moderne ricorda Charlotte Salomon con circa trecento acquerelli realizzati negli ultimi anni della sua vita, precedenti alla sua uccisione avvenuta ad opera della follia nazista nel 1943 ad Auschwitz. Trasferendo in pittura i suoi ricordi, vi raccontò la sua esperienza di ebrea tedesca a Berlino negli anni Venti e Trenta.
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L’opera della Salomon costituisce un importante documento sull’Olocausto in veste autobiografica, anche se va detto che il suo stile postimpressionista merita attenzione e importanza, indipendente dal conteso.
La mostra propone un campione rappresentativo dell’enorme massa di dipinti realizzati in poco tempo; alle immagini si alternano frasi scritte e riferimenti musicali. La narrazione è divisa in tre parti, alle vicende personali si intrecciano gli avvenimenti storici, la vivacità dei tratti e dei colori raccontano un contrasto interno, drammatico nell’attaccamento alla vita, nella volontà di non lasciarsi vivere da ciò che accade attorno. Un vita d’artista troncata in maniera aberrante; Salomon fu uccisa incinta, insieme al marito, dopo essere stata deportata ad Auschwitz.
Per informazioni: www.museumdermoderne. Fino al 18 ottobre.
(13 agosto 2015)
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