A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
La bella esposizione: CALL & REPONSE di Emily Young, ancora fino al 22 novembre, è un evento collaterale della LVI Mostra Internazionale d’Arte, la Biennale di Venezia, nel Chiostro della Chiesa della Madonna dell’Orto.
Passata la torrida estate, ora si ragiona meglio, e conviene verificare che cosa si sia lasciato indietro, in attesa di poter avere una visione più chiara delle cose. Nella mia ideale agenda era rimasta questa visita, ultima, legata alle manifestazioni dislocate in città dal maggio scorso. Sul campo, a lato della facciata gotica, davanti all’ingresso del chiostro, una grande testa alata (?) indica la mostra, meglio di ogni altra pubblicità.
Entrando, un discreto striscione sul sovraporta. Sotto gli archi, le teste ad una buona distanza l’una dall’altra, in modo che le nostre conversazioni con loro “domande e risposte” possano essere sufficientemente private e intime. Di contrasto con la rigorosa solarità del luogo, il rosso caldo dei mattoni ed il bianco della pietra d’Istria, gli archi a tutto sesto, il blu del cielo, i marmi preziosi e dai colori screziati, le forme sbozzate che faticano a farsi strada nel minerale: nasi forti, occhi chiusi di anime inquiete, spirituali sguardi spinti lontano, parole ancora mute, ma pronte al dialogo con chi guarda. Allo scoperto, al centro, un’altra grande testa dall’espressione torva.
Fra le persone in visita, qualcuno faceva il nome di Vangi. Io invece penso ad un ascendente più lontano, piuttosto che collega: Adolfo Wildt, ma anche, e perché no, a Medardo Rosso, senza escludere Brancusi, e poi andando indietro, molto indietro, la statuaria rinascimentale ed anche classica.
Tutto si ritrova in espressioni artistiche importanti quali questa. E tutto è filtrato da una personalità forte, da una progettualità sicura nel suo percorso. Grande responsabilità ha la scelta della qualità e delle sfumature cromatiche dei marmi, veri ispiratori dell’espressione delle figure. Effettivante danno l’impressione di essere interlocutorie e non poco provocatorie. Anche. E non si resta indifferenti di fronte a loro.
(26 settembre 2015)
©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

