A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
Le Scuderie del Quirinale e Villa Medici rendono omaggio, a quindici anni dalla morte, a Balthus con una grande retrospettiva. Forte il legame tra l’artista e l’Italia, lui che folgorato dalla scoperta dei maestri del Rinascimento toscano da cui eredita l’armonia formale.
Nel 1961 viene nominato direttore dell’ Accademia di Francia a Roma.
La mostra è divisa in due sedi: nelle Sale delle Scuderie sono esposte cento opere che ripercorrono ogni fase della carriera di Balthus in un percorso cronologico che si sviluppa intorno ad alcuni temi centrali. Nella cornice di Villa Medici sono esposte una cinquantina di opere tra quadri, disegni e fotografie che documentano il suo periodo romano.
Figure algide, lunghe, lontane, in stanze in cui sempre trova posto un oggetto che identifica la stanza. Stile elegante e misurato, forse troppo, quasi assente l’anima, il cuore. L’immagine un click, un istantanea scattata da una polaroid, se non fosse per il formato. Colori caldi, ovattati, grande tecnica, ordine pittorico e scenico.
Balthus è a Roma fino al 24 gennaio 2016.
Per informazioni:
Balthus, Roma
Scuderie del Quirinale ( tel: 06-399675000)
Accademia di Francia ( tel: 06-67611)
(18 novembre 2015)
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