di Federico Farrini
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
Viene dalla repubblica Ceca il film “Ani ve snu!” (nei tuoi sogni), una pellicola ambientata nel mondo del “parkour”, la disciplina sportiva che consiste nello scalare edifici e saltare da un tetto all’altro in una sorta di aplinismo metropolitano affascinante e pericoloso. Poche sono le ragazzze che lo praticano e Laura è una delle poche e il suo sprezzo del pericolo è lo stesso sprezzo dell’ordine che la sua confusione interiore le trasmette stretta fra una madre disperatamente sola alla ricerca di un nuovo compagno ed una ragazzo che non ha nessun interesse in lei… Un film giovane assai ben fatto.

Dal Vietnam, terra che mi affascina, arriva invece il corto “Another City” (Un’altra Città), per la regia di Pham Ngoc Lan, un film in stile Tschai Ming Liang, straordinario maestro orientale, dove le solitudine e i gesti quotidiani tesi a difenderla non sono altro che mute richieste di una vita insieme a qualcun altro, la denuncia della necessità di non essere più soli. Per questo la città diventa un luogo dal quale fuggire…
(15 febbraio 2016)
