
di Federico Farrini
A Roma, dal 21 aprile, “Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus”
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta dal 21 aprile al 23 agosto 2026 la mostra Max... →
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
E’ bello vedere il cinema italiano che vince di nuovo. E’ ancora più bello quando il premio che si porta a casa viene da uno dei festival di cinema più importanti al mondo, quel Festival del Cinema di Berlino, noto a tutti come Berlinale che nell’edizione 2016 ha regalato l’Orso d’Oro a “Fuocoammare”, il documentario girato a Lampedusa da Gianfranco Rosi.
Gianfranco Rosi è quello stesso regista che aveva vinto il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2013, con il magnifico “Sacro GRA”, girato sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Orso d’Argento per Death in Sarajevo di Danis Tanović. Mia Hansen-Løve, deliziosa regista francese, ha vinto il premio per la Miglior regia grazie a “L’Avenir”.
(21 febbraio 2016)
