Home / ARTEMOSTRE&ALTRO / L’Arte vista da Emilio Campanella: Meraviglie dello Stato di Chu. Fino al 25 settembre

L’Arte vista da Emilio Campanella: Meraviglie dello Stato di Chu. Fino al 25 settembre

Meraviglie dello Stato di Chudi Emilio Campanella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ammetto che sarebbe difficile da pubblicizzare, ma sarebbe maggiormente onesto e meno fuorviante che questa mostra, come dire, diffusa, fosse intitolata: MERAVIGLIE DELLO STATO DI CHU, fra Adria, Este e Venezia, siccome i poco più che settanta antichissimi e magnifici pezzi provenienti dalla Cina Centrale, sono divisi fra i tre suddetti musei. Vero è che la manifestazione durerà sino al 25 settembre, a coprire l’intera stagione balneare, e dare l’occasione a bagnanti scottati od annoiati da giornate di brutto tempo, di spingersi nell’entroterra ricco di fiumi, di argini ombrosi e suggestivi del Polesine e di visitare o ritrovare due straordinari musei nazionali (MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE di ADRIA, MUSEO NAZIONALE ATESTINO di ESTE).

Quello di Venezia è a parte, non solo per l’aggiunta tardiva nel novero, ma anche perché specificatamente Museo d’Arte Orientale. La manifestazione è organizzata dalla trevigiana Cultuour Active che si è occupata anche del catalogo. Sulla pubblicazione ho molte riserve poiché i testi sono veramente esigui, le schede degli oggetti esposti appena sufficienti, anche se tutto è bi, ed anche tri lingue, in qualche caso. Belle foto, sì, ma tutto ha un’aria divulgativa da libro delle scuole medie inferiori, e neanche didatticamente al meglio. L’avventura è proposta dal curatore Adriano Màdaro, figura conosciuta per aver, fra l’altro, seguito le quattro puntate, per dire così, trevigiane, sulla civiltà cinese, alcuni anni or sono.

I reperti, recuperati in campagne di scavo fra gli anni sessanta e gli anni settanta del novecento, appartengono ai periodi dei cosiddetti PRIMAVERE E AUTUNNI (770-454 a.C) e degli STATI COMBATTENTI (453-221 a.c.). Gli oggetti sono esposti in Europa per la prima volta, e nelle intenzioni c’è un tentativo di raffronto fra l’antica cultura cinese e quella veneta, ospitante, nelle epoche coeve. La mostra è suddivisa in cinque sezioni: LEGNO DIPINTO E LACCATO, CONTENITORI RITUALI, LA MUSICA, ARMI E ARMATURE, PREZIOSA ELEGANZA ed una delle curiosità, se si può chiamare tale data la tragica vicenda, è quella detta dei nove tumuli, uno solo dei quali nasconderebbe la sepoltura sontuosa di un generale immeritatamente caduto in disgrazia e giustiziato. A posteriori riabilitato, gli furono riservate esequie principesche ed una tomba ricchissima sotto uno dei nove tumuli creati per depistare i saccheggiatori, ma ogni appassionato di archeologia sa come questi escamotages non riuscissero che raramente nel loro intento di evitare le violazioni dei predoni senza scrupoli.

Comunque i predatori moderni scoprirono il nascondiglio, i suoi tesori, ma non la testa d’oro che l’imperatore aveva fatto forgiare per metterla sulle spalle del povero corpo che aveva perso la tua, non certo per distrazione, ma per troppa fedeltà ripagata con l’invidia, l’ingiusta delazione, la morte ignominiosa… Storie d’altri tempi? Mica tanto!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(15 marzo 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

Facebook Comments

Comments

comments

gaiaitalia.com

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne clicca su "leggi di più". Questo sito utilizza cookies di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. leggi di più

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi