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Milano, al Mudec la mostra “Italiani sull’Oceano”

MIlano Italiani Sull'Oceanodi Gaiaitalia.com

 

 

 

 
Sono 270 mila i visitatori che hanno decretato il successo delle mostre del Mudec inaugurate nell’autunno 2015, senza contare le visite (gratuite fino al 31 agosto 2016) alla Collezione permanente dedicata agli “Oggetti d’incontro” tra Milano e le culture del mondo, la partecipazione alle tante attività multilinguaggio del Forum della Città Mondo, gli eventi organizzati dal Comune di Milano e  i laboratori didattici; attività che in un anno – a partire da quel marzo 2015 che ha visto l’apertura straordinaria dello spazio per Expo2015 – hanno portato al Mudec oltre 400mila persone.

Le molte e proficue collaborazioni con istituzioni culturali e di ricerca di ogni parte del mondo, che connotano tutte le attività di ricerca, di didattica ed espositive del Mudec, hanno condotto in questa primavera 2016 alla realizzazione di due nuovi progetti espositivi: una retrospettiva con oltre 140 opere dedicata a Joan Mirò e curata dalla stessa Fundació Joan Miró di Barcellona, e un racconto per immagini e documenti delle relazioni culturali e artistiche tra Italia e Brasile alla metà del secolo scorso, intitolata appunto “Italiani sull’Oceano” e realizzata in collaborazione, tra gli altri, dell’Università di San Paolo in Brasile. Entrambe le mostre aprono al pubblico domani, venerdì 25 marzo.

Nello Spazio Focus del Mudec, in connessione e dialogo con la Collezione Permanente del Mudec, fino al 21 luglio 2016 è allestita la mostra “Italiani sull’Oceano. Storie di artisti nel Brasile moderno e indigeno alla metà del ‘900”. Il percorso espositivo, suddiviso in 4 sezioni e curato da Paolo Rusconi e dallo staff curatoriale del Mudec, presenta opere e documenti di proprietà di due critici d’arte (Pietro Maria Bardi e Margherita Sarfatti), di un’architetta (Lina Bo Bardi) e di due artisti (Gastone Novelli e Roberto Sambonet), che testimoniano il galvanizzante incontro tra la cultura italiana e il gigantesco spazio storico e geografico la cultura nativa brasiliana, con i suoi nuovi processi di evoluzione urbana e le nascenti estetiche moderniste e concretiste, che schiuse per artisti e intellettuali italiani nuovi stimoli e nuove prospettive di lavoro.

A raccontare il ricco patrimonio della cultura materiale e immateriale del Paese sudamericano, ai tempi in cui gli Italiani varcarono l’oceano per raggiungere il Brasile, concorre anche una selezione di oggetti amazzonici provenienti dalle raccolte del MUDEC (collezione Lo Curto).

Ulteriori informazioni qui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(24 marzo 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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