
di Alessandro Paesano twitter@Ale_Paesano
Des nouvelles de la planète Mars (Francia/Belgio, 2016) di Dominik Moll racconta, secondo i canoni della commedia leggera, ma intima e molto personale, il percorso di cambiamento di Philippe Mars (il titolo del film gioca con la polisemia della parola Mars –Marte-, che è sia il pianeta ma anche il cognome del protagonista) ingegnere informativo divorziato, padre di un figlio e una figlia, che continua a essere ostinatamente calmo e propositivo in una società dove il rispetto e la ragionevolezza non sono più di casa.
Utilizzando il classico elemento da commedia del personaggio destabilizzante che cambia completamente vita e abitudini del protagonista, il film, grazie allo sguardo di Dominik Moll, non si limita a divertire il pubblico mostrando le situazioni assurde in cui Philippe viene a trovarsi quando ospita in casa Jérôme, un collega di lavoro andato fuori di testa (gli ha reciso di netto un orecchio) fuggito dal manicomio dove è stato ricoverato, ma ne approfitta anche per dipingere una umanità isolata, egotista e sola.
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Dalla sorella artista di quadri sinistri (e che gli lascia il cane prima di un viaggio all’estero nonostante il suo rifiuto) alla figlia e al figlio in età scolastica alle prese con le cotte e il sesso, Philippe riceve le visite dei genitori morti che cercano di sostenerlo e spronarlo alla felicità, senza perdere mai l’aplomb che lo caratterizza. L’Unico momento di libertà che si concede è quando dorme e sogna di vagare nello spazio dentro una tuta di astronauta.
Almeno finora…
Un film originale, d’autore, che non dispiace al grande pubblico ma sa anche farsi occasione di letture meno di superficie, al quale auguriamo il successo che merita anche in Italia (uscirà il 5 maggio per la Good Films).
Nel cast, oltre a François Damién – fin troppo perfetto nell’interpretare l’apatico Philippe -, lo splendido ottantenne Philippe Laudenbach stella gloriosa del cinema francese (da Truffaut a Resnais) nel ruolo geniale di un vicino di casa in fissa con Giscard d’Estaing.
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(11 aprile 2016)
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