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Saint Amour: vino e cinema “made in france”

di Alessandro Paesano    twitter@Ale_Paesano

 

 

 

 

 

 

 

Saint Amour (Francia, 2016) di  Gustave Kervern et Benoît Delépine è un road movie atipico e pieno di sorprese, un film divertito e divertente che ci racconta del rapporto tra Bruno (Benoit Poelvoorde), un figlio con la mania del vino e suo padre Jean (Gerard Depardieu) le cui difficoltà relazionali sono acuite dalla presenza assente della madre e moglie di entrambi deceduta anni prima. Agricoltori, allevatori di vacche, Jean gareggia con un toro a una fiera cittadina, ma si lascia portare dal figlio in un tour nei vigneti della zona alla ricerca dei migliori vini del posto. Accompagnati dal giovanissimo Mick, millantatore di mogli e figli, alla guida di un taxi noleggiato per l’intero week-end, l’inedito trio incontra una sequela di donne.

maxresdefault Dai primi incontri disastrosi (a cominciare da quelli di Mick che vuole rivedere le sue ex che lo accolgono a colpi di pattini da ghiaccio), sia che cerchino di usare o vengano usati dalle donne (come la ragazza di una agente immobiliare che, per ingelosire la sua fidanzata, si concede a Bruno che qualche scena prima singhiozzava tra le braccia del padre dopo l’ennesimo rifiuto a un suo disastroso tentativo di approccio galante “Sono brutto papà sono brutto”) Bruno Jean e Mick faranno esperienza di sé con le donne in maniera nuova e spontanea e si troveranno uniti in una relazione di paternità con la rossocrinuta Venus (Venere) riscattando una vita di errori in un qui e ora nel quale sono finalmente presenti a se stessi.

saint-amourtopUn film dalla regia maneggevole e leggera, con una serie di comparsate importanti (da Chiara Mastroianni ad Andrea Ferreol passando allo scrittore – Le particelle elementari – e cineasta Michel Houellebecq,  con delle trovate di sceneggiatura che ne tengono sempre alta l’attenzione e la credibilità, senza mai scadere nel cliché anzi sorprendendo per l’inventiva Saint Amour  è sostenuto da  un cast che al film ha regalato molto (comprese le ubriacature vere di Pooelvorde che in molte scene ha bevuto del vero vino e non il classico sostituto cinematografico succo di mirtillo).

Un film da vedere, possibilmente in lingua originale, per apprezzare tutte le sonorità della lingua francese.
Una gioia per gli occhi e per l’udito.

Il titolo prende nome da una varietà di  Beaujolais.
Uno dei tanti motivi per cui Rendez-vous è un festival indispensabile per Roma e il resto d’Italia.

Saint Amour sarà distribuito in Italia dalla Movie Inspired.

 

 

 

 

 

 

 

(9 aprile 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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