
di Alessandro Paesano twitter@Ale_Paesano
Antony Gormley. Geestgrond: il corpo come misura dello spazio
di Fabio Galli Al KMSKA di Anversa è in corso fino al 20 settembre 2026 Geestgrond, la più... →
Giuseppe Genna e la lunga attesa di Lopez
di Fabio Galli Alcuni personaggi continuano a vivere anche quando smettono di apparire. Restano in una sorta di... →
Film di gran respiro Nous trois ou rien (Francia, 2015) di Kheiron racconta le vicissitudini dell’attore comico qui alla sua opera prima. La storia dolorosa che dall’Iran ai tempi dello Scià lo porta prima a opporsi al suo regime poi dopo anni di galera (parte dei quali in isolamento per aver rifiutato di mangiare un dolce per festeggiare il compleanno dello Scià) col sopravvento di Kohemini da rifugiato in Turchia e finalmente in Francia.
Una storia dolorosa, di morte, torture e soprusi, raccontata come la più squisita delle commedie con un registro riuscitissimo che mescola dramma e ilarità senza scadere nella retorica o nell’esagerazione.
Un film corale, con qualche problema sull’invecchiamento degli attori e delle attrici rispetto l’arco temporale del racconto, che sa porre gioia e sofferenza nella stesse scene, sfottendo lo scia come Chaplin fece con Hitler e che sa dare speranza a tutto il pubblico che vedendolo non può non avere speranza sulla immensa capacità di resilienza dell’essere umano.
Commoventi durante i titoli di coda le foto di scena messe a confronto con le vere foto della vera famiglia di Kheiron. Purtroppo il film al momento non ha ancora una distribuzione italiana…
Ed ecco che Rendez-vous conferma la sua necessarietà.
(9 aprile 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata
