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Splendida la mostra su Ettore Scola al Museo Bilotti di Roma

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di Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Davvero splendida la mostra su Ettore Scola che il Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese a Roma si appresta a chiudere (l’8 gennaio, ultima data disponibile), dopo averla regalata ai romani per diverse settimane. La mostra “Piacere, Ettore Scola” è visibile dallo scorso 1° ottobre organizzata in numerosi pannelli che, in differenti sezioni, ripercorrono la straordinaria carriera del grande regista italiano, con splendide foto e didascalie che raccontano la genesi e gli aneddoti legati ai differenti film, fino all’ultimo del 2013, tra militanza politica e coerenza tra uomo ed artista cinematografico.

La mostra è anche uno spaccato di un periodo storico del cinema italiano irripetibile che, con foto, citazioni, e piccoli “segreti svelati” c’ha fatto pensare a quanti grandissimi autori abbiamo perso e quanto l’odierna produzione cinematografica sia lontana anni luce, a parte rarissimi esempi, dal fulgore di quegli anni.

 

La mostra, dicevamo, è molto bella. E molto belle alcune ricreazioni ambientali che accolgono il visitatore all’ingresso del museo: dal banco di scuola con due piccole sedie che ricordano gli anni di bambino del regista, ad una scrivania (vedi foto) con una vecchissima macchina da scrivere con su un foglio, a testimonianza del lavoro di sceneggiatore e battutista (per le vignette del “Marc’Aurelio” rivista satirica degli anni ’40 da 350mila copie vendute) prima, e di regista apprezzato e premiato in tutto il mondo poi. Una videoinstallazione ripercorre fotogrammi e regala spezzoni del cinema del grande Ettore Scola (scomparso ad 85 anni il 19 gennaio del 2016).

 

Dedicata alla giornalista Bruna Curzi Bellonzi, moglie di Sandro Curzi scomparsa nel dicembre del 2013, l’esposizione attraverso testi autoprodotti dai curatori, fotografie e audiovisivi di famiglia e d’archivio (Rai Teche, Ist. Luce Cinecitta, Aamod, Latitudine, Cineteca di Bologna, Centro Cinema Città di Cesena), cimeli, carteggi, disegni, premi, mette in grado di mettere in risalto l’eclettismo artistico e la complessa personalità del regista, acuto e amaro osservatore del costume nazionale, protagonista di alcune delle più belle pagine del cinema italiano.

Spiace non avere avuto la possibilità di visitarla, e di consigliarvela, prima di oggi 6 gennaio, giorno in cui ne scriviamo, ad appena due giorni dalla sua chiusura.

 

 

 

 

 

(6 gennaio 2017)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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