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Conclusa la stagione semestrale di apertura, di Palazzo Cini a Venezia: l’Arte vista da Emilio Campanella

di Emilio Campanella #Arte twitter@gaiaitaliacomlo #emiliocampanella

 

 

Con il 15 novembre, si è conclusa la stagione semestrale di apertura, di Palazzo Cini a Venezia. Una stagione fitta di manifestazioni, esposizioni, occasioni culturali molto frequentate. Ultima in ordine di tempo, la bella, importante mostra dedicata alla “diva” Lyda Borelli. Curata dalla studiosa del teatro, Maria Ida Biggi, era accompagnata da una puntuale pubblicazione di riferimento, edita da Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia. L’elegantissimo volume in brossura a grande formato, intitolato: Il teatro di Lyda Borelli ha un’amplissimo apparato iconografico che completa quello presente in mostra. Tre gli importanti saggi contenuti: Lyda Borelli, attrice di teatro, a firma del Direttore dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, Maria Ida Biggi; Lyda Borelli, primadonna del Novecento, di Marianna Zannoni, e lo scritto di Maria Dolores Cassano, Lyda Borelli e la cultura letteraria. Di seguito la galleria fotografica cui ho accennato, con immagini anche a grande formato, che occupa quasi la metà del volume. Non mancano, né il nutritissimo repertorio teatrale e tantomeno, una filmografia completa dell’attrice.

 

Se il primo saggio è altrettanto ricco di foto di scena, pagine ed articoli da giornali e da riviste di teatro, testimonianze di “prime” importanti, come di tournées all’estero riprodotti, recensioni di spettacoli, ma anche gustose caricature e ritratti “en diva”, la sezione fotografica riporta anche istantanee della vita privata dopo l’abbandono delle scene ed il matrimonio con il Conte Vittorio Cini. Immagini talvolta molto tenere con i figli bambini e con il perduto figlio Giorgio già uomo. L’ultimo – fra il pubblico del Teatro Verde dell’Isola di S.Giorgio – ritratto di una bellissima, elegantissima signora avanti negli anni, i cui occhi tradiscono il profondo inconsolabile dolore per la perdita più terribile che una madre possa subire. Non ci sono, purtroppo, immagini dei film interpretati da Lyda Borelli, ma questo rientra nella coerenza della pubblicazione che ha al centro della sua trattazione, la carriera teatrale dell’attrice.

Speriamo che presto qualcuno pensi ad un libro sulla carriera cinematografica di Lyda Borelli, ma ci vorrà un’istituzione che si occupi di cinema, per farlo. Potremmo sperare in realtà importanti come il Museo del Cinema di Torino, Le Giornate del Cinema Muto di Pordenone, la Cineteca di Bologna.





(20 novembre 2017)

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