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L’11ª edizione del Festival del Cine Español de Italia inizia alla grandissima

di Alessandro Paesano #cinema twitter@gaiaitaliacom #exitmedia

 

 

Non deve sorprendere che il film che ha aperto l’11ª edizione del Festival del Cine Español de Italia, ex Nueva Ola (che rimane come nome della sezione principale)  sia di nazionalità brasiliana. Il festival presenta una sezione di film di lingua spagnola (e non) del Sudamerica (La Nueva Ola Latinoamericana) e As Duas Irenes (Brasile, 2017) opera prima di  Fabio Meria, merita davvero la visione.

Il film, ambientato in una cittadina dell’entroterra tradizionale del Brasile, negli anni ’60, racconta di Irene (Priscila Bittencourt), figlia 13enne di una famiglia borghese, che scopre che il padre (Marco Torres) ha una figlia da un’altra donna, della sua stessa età e che si chiama anche lei Irene (Isabela Torres). Irene, senza rivelare la sua identità, si avvicina all’altra Irene e alla madre di lei. Le due adolescenti intessono una amicizia fatta di complicità, che viene rafforzata quando l’altra Irene scopre la vera identità della sua amica.

Il film si distingue per la regia rigorosa, all’inizio ostica, che non facilita al pubblico il compito di entrare nella narrazione, che non indulge mai nella spettacolarizzazione o nel pittoresco, nonostante l’ambientazione lo permetta.

La storia di tradimento e ipocrisia borghesi serve a Meria per imbastire una critica al maschilismo del padre delle due Ireni e l’acquiescenza femminile che ha permesso all’uomo per 13 anni di nascondere alle due famiglie l’una l’esistenza dell’altra. Meria è attentissimo a restituire i comportamenti sociali dell’epoca, da quelli più tradizionali (il ballo della sorella maggiore di Irene, per il quale Irene si sente trascurata) agli escamotage adolescenziali (si va al cinema accompagnate da un’amica e in sala un ragazzo si siede furtivamente nella poltrona accanto per pomiciare) con una scala di valori che asserve la donna all’uomo con la sua stessa collaborazione.

La complicità delle due Ireni illustra magnificamente quella sororanza tra donne nello specifico tra due adolescenti che sperimentano anche le prime forme di sessualità sociale dai baci dati al cinema al modo di vestire mentre un tentativo di erotismo tra le due sorelle, che provano a baciarsi, si stempera in una risata complice, tenera e consapevole. Il film affronta anche lo scontro generazionale, tra un mondo di persone adulte tutte dentro l’apparenza borghese e la spontanea franchezza della nuova generazione che sa tenere testa a ogni conformismo impostole (nello splendido finale che non vogliamo rivelarvi).

Il Festival del cine español non poteva cominciare meglio.

Il film è in replica stasera alle 22.30 al Cinema Farnese di Roma.

Dopo Roma il Festival toccherà altre 15 città italiane da qui a fine anno. Per maggiori informazioni consultare il sito del Festival.

 




 

(4 maggio 2018)

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