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E poi è arrivato anche il concerto di Grazia Di Michele (e Alessandro Paesano c’era) #Vistipervoi

di Alessandro Paesano #Vistipervoi twitter@gaiaitaliacom #atupertu

 

E poi è arrivato anche il concerto di Grazia Di Michele (due date il 7 e l’8 di Aprile), lei che ha ideato e dirige artisticamente la rassegna A tu per tu con… ospitata al teatro Golden di Roma, quel gioiello di ex cinema che accoglie pubblico e performer nella stesso open space, più arena che palcoscenico.

Ci perdonerà Giulia Pratelli, che ha aperto il concerto di Grazia, se stavolta non cominciamo queste nostre noterelle da lei ma vogliamo subito parlare dello spettacolo che Grazia di Michele ha presentato al pubblico romano in anteprima.
Si chiama Sante Bambole Puttane e consiste di una silloge di brani scelti dal suo repertorio ormai quarantennale (Clichè, il disco suo d’esordio è del 1978) coi quali imbastire un certo discorso sul femminile e le sue mille facce: bambine, adolescenti, giovanissime donne che attraversano il mondo, la nostra stessa vita, come ombre cui è negato ogni diritto di esistere davvero per usare le parole stesse di Di Michele.

Naturalmente sante, bambole e puttane sono parole riferibili alle donne pensate dai maschi per altri maschi, una serie di ruoli nei quali le donne sono soggiogate ed è della critica di questi ruoli dei quali Grazia, anche, si occupa. Temi che hanno sempre abitato le sue canzoni, come dimostra la scaletta del concerto che spazia dai primi dischi all’album Passaggi segreti, del 2009 nel quale Grazia parla della condizione delle persone clandestine, della guerra, delle libertà negate con brani quali Anja del settimo cielo,fino a La gente che parla il singolo distribuito lo scorso novembre  in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Ogni canzone è presentata da una fotografia di una donna, proiettata sul fondale di quinta,  sulla quale campeggia il nome: Lora che vive ad Amsterdam, dove fa la prostituta dietro una vetrina,; Amina che ha lasciato l’Africa su un gommone stracarico; Raya che ha visto tingersi di nero petrolio le distese di neve abitate dai Nenet e che corrispondono ad altrettante canzoni. Ogni canzone è preceduta da un testo, recitato da Grazia, nel quale, di volta in volta, vengono ripresi alcuni versi della canzone o ne vengono sviluppati temi e atmosfere, scritti da Grazia assieme a sua sorella Joanna Di Michele e alla scrittrice Pietra Selva.

Di Michele, elegante, composta e impeccabile si accompagna con un quartetto di musicisti notevoli – Fabiano Lelli alla chitarra, Andy Bartolucci alla batteria, Marco Siniscalco al basso e Paolo Luric alle tastiere – che danno una impronta dal sottile ma riconoscibile gusto jazz alle canzoni, valorizzando le composizioni di Di Michele che non si attestano mai a certe semplificazioni pop, pur approntando una musica squisitamente godibile da ogni tipo di pubblico.

La scaletta viene sgranata senza soluzione di continuità, senza esitazioni, interruzioni o commenti, rispettando una forma spettacolo che valorizza testi e atmosfere a scapito del rapporto col pubblico che rimane un po’ penalizzato.
Ma nella sezione dei bis (impreziosita da un intervento non in scaletta di Francesca De Fazi, con la quale Grazia improvvisa il brano L’amante molesto) Grazia si concede di più, sorride molto e si scioglie al calore di un pubblico che le rimane sempre vicino.

Non manca Le ragazze di Gauguin che Grazia canta assieme a Giulia Pratelli che ha aperto il concerto.

Di origini toscane Giulia ha aperto con due brani da lei scritti che si impongono per i testi che hanno un approccio personale e non allineato. Nodi nella quale i nodi del titolo sono i giorni trascorsi con la persona amata, una canzone pervasa da un un senso di inadeguatezza dell’io narrante che le fa dire di aver sbagliato scarpe e vestito, mentre in Come stai, ci si chiede della persona amata se abbia paura di affogare o di saper nuotare, con una (auto)consapevolezza per un brano contemporaneo che, non a caso, ha vinto il primo premio InediTO Colline di Torino 2018 per la sezione “Testo canzone” e il “miglior testo” al Premio Lauzi.

Giulia si accompagna alla chitarra e le sue canzoni fanno subito venire voglia di conoscere il resto del repertorio. Due i dischi all’attivo Tutto bene e Via!  Sono anche su Spotify, quindi…

 

 





 

(10 aprile 2019)

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