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“Have a Nice Day” di Serenella Baldesi #Lettipervoi un bel libro onesto su una società che odia la felicità

di E.T. #Lettipervoi twitter@iiiiiTiiiii #iiiiiTiiiii

 

E’ una lettura piacevolissima e veloce quella che mi ha accompagnato mentre leggevo le pagine di “Have a Nice Day” di Serenella Baldesi, architetta romana con una sanissima passione per la scrittura. Vuoi per i luoghi che ho vissuto e frequentato – Roma; vuoi per i luoghi che ho vissuto e dove ho studiato – Londra; vuoi per una certa insofferenza verso costumanze sociali tanto consolidate quanto false che mi hanno sempre fanno venire l’orchite, ho letto il libro in novanta minuti.

Il romanzo “Have a Nice Day” è una feroce critica verso le dinamiche sociali del nostro tempo, proprio verso le più quotidianenormali, più che una storia d’amore. In realtà d’amore nel libro non ce n’è molto, anche se se ne scrive molto, c’è più un disamore, una rabbia, un disincanto, un puntare il dito contro una società che non vuole vedere le persone felici e fa di tutto perché non lo siano. Secondo il principio mai detto, ma ampiamente pratica, che chi è infelice si domina meglio.

La scrittura di Serenella Baldesi è agile e colta, veloce e pungente, solo in alcuni tratti e par hazard scivola nella ridondanza, anche a causa dell’uso che l’autrice fa della lingua inglese forse troppo presente, anche se la storia lo richiede. I personaggi sono tratteggiati con puntualità millimetrica – si intuisce uno sviluppo della scrittura di Baldesi che potrebbe puntare verso il teatro (se servisse una produzione, ditecelo…) – e per gli uomini non c’è scampo. Ma non si tratta di un libro femminista, si tratta di un libro che scardina le dinamiche di una società al maschile dove anche le donne, troppo spesso senza accorgersene, sono vittime delle meschinità maschili. Che usano a loro volta contro altre vittime femminili…

La storia d’amore tra due donne non è certo il centro del libro – lo è, al contrario, la profonda inquietudine della protagonista – ma un espediente che serve a regolare i conti con tutti coloro che vogliono commentare la vita altrui perché incapaci di guardare dentro la propria. C’è poi un colpo di genio dell’autrice che dura circa quattrocento righe, riga più riga meno, che improvvisamente trasforma il libro in un romanzo giallo, protagonista il cane Alì ed un giovane disturbato, con l’autrice che riprende prontamente le redini della narrazione dopo il colpo di scena.

Mi sono molto divertito a leggere il libro di Serenella Baldesi (al suo secondo romanzo dopo “Cammino Doppio), uscito per i tipi di Edizioni Ensemble. Spero di conoscerla presto. E nel frattempo vi invito a leggere il romanzo. Non per piaggeria mia, ma per piacer vostro.

 

 





 

 

(12 aprile 2019)

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