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Mariella Nava #Vistipervoi da Alessandro Paeano: una voce

di Alessandro Paesano #Musica twitter@gaiaitaliacom #Vistipervoi

 

Epoca è il titolo che Mariella Nava ha scelto per i due concerti live che ha tenuto al teatro Golden di Roma in questo primo fine settimana di Aprile, nella rassegna A tu per tu con… pensata e organizzata da Grazia Di Michele. Il titolo si rifà al suo ultimo disco di inediti, pubblicato nel 2017 che, come ogni disco della cantautrice tarantina, si distingue per la produzione raffinata ed elegante.

Il concerto è stato aperto da un’altra cantautrice, Eleonora Betti, che ha eseguito tre brani dal suo album Il Divieto di Sbagliare (RadiciMusic Records), del quale firma testi, musiche e arrangiamenti.

Betti si distingue per una voce dal range notevole che sa esprimersi nei toni bassi quanto in quelli alti, una voce che si impone per una timbrica lontana dal bel canto italiano distinguendosi con un fraseggio personale, dalle aspirazioni internazionali.
Dotata pianista Betti ha eseguito i brani accompagnandosi allo strumento dando subito il la per una serata tutta al femminile (ospiti esclusi).

Unica nota stonata di una serata altrimenti magnifica, è stato il presentatore di RTR99, la radio sponsor della rassegna, che dato che Eleonora Betti è bella, giovane e bionda, ha pensato bene di fare la battuta (?) informando la platea che lui era ufficialmente autorizzato a corteggiarla. Nonostante il gelo della platea, e di Eleonora, ha continuato  commentato beh forse sono un po’ agée senza rendersi conto di essere solamente un maschilista, inopportuno e imbarazzante.
Non contento quando si è trattato di presentare Mariella Nava, credendo di farle un complimento, lo stesso l’ha definita una Luigi Tenco al femminile.
Come dire per dimostrare che una donna è brava paragonala a un maschio bravo…
Un pensiero idiota in linea coi tempi politici di un paese che le donne non sa proprio rispettarle.

Nava, che si è quasi sempre accompagnata al piano, e solo chi canta e suona può davvero rendersi conto quanto sia difficile fare entrambe le cose insieme, ha suonato insieme a Sasà Calabrese al contrabbasso, Roberto Guarino alla chitarra e Tato Illiano alla batteria.
Sul palco anche una sorta di ruota della fortuna tramite la quale, ci ha spiegato Mariella, con quel suo fare squisito a metà tra l’educato e il timido che incanta, scegliere tra le tante canzoni, troppe da fare tutte, che amici e fan le avevano chiesto di eseguire in occasione del concerto.

Il concerto infatti non si è limitato al repertorio dell’ultimo album ma ha preso a piene mani da una carriera trentennale tra brani scritti per sé e quelli, tanti, scritti per altri interpreti: da Mietta a De Crescenzo, da Morandi a Renato Zero, da Mango a Bocelli e Tosca solo per dirne alcuni.

Le canzoni di Nava si distinguono per un fraseggio solo apparentemente conforme alla canzone italiana, capace invece di sovvertirla dall’interno, sia nell’armonia, mai banale e scontata, che negli accordi che spesso prendono un percorso inusuale, imprevedibile e sempre coerente con la linea melodica.

Sorprende la disinvoltura con la quale Mariella esegue una partitura musicale che dal punto di vista vocale è impegnativo ma che lei restituisce con una disinvoltura e una grazia da far apparire facile quel che invece facile da eseguire non è.

E, come ogni grande interprete, perché Mariella Nava non è solamente una grande autrice ma anche una grande cantante, nell’esecuzione dei brani si è concessa un piccolo ma distinto margine di variazione e improvvisazione, rendendo le canzoni ancora più vive perché legate alla fluidità dell’attimo e non relegate a una cristallizzazione d’esecuzione da playlist, variazioni che non semplificano mai la complessità canora dell’esecuzione, arricchendo al contrario una esecuzione impeccabile, sempre, anche quando, nel cantare brani che non rivisita più da un po’, si scusa d’anticipo per gli eventuali errori che potrà commettere, errori che invece o non ci sono o non risultano evidenti a una platea che la ricambia con degli applausi generosi e prolungati.

La scaletta dei brani è stata alternata da dei commenti biografici della cantautrice che ha ricordato con un pizzico di ironia alcuni momenti della propria carriera di autrice e cantante, cominciando con la sua nascita – mia madre era in doglie quando ci lasciava Fred Buscaglione – le preoccupazione dei genitori che vedevano l’ambiente musicale come luogo di perdizione, o il vestito un po’ trasparente che ha indossato una volta a Sanremo (c’è il video su youtube se volete vederlo) …

Aneddoti che, oltre a restituire l’intelligenza di un’artista che dimostra di avere piena cognizione dell’epoca in cui vive, sono anche spunto di ispirazione per canzoni scritte per lei e non.

Tanti i brani eseguiti da Così è la vita a Il cuore mio, da Questi figli (scritta per Gianni Morandi) a Fai Piano, portata a Sanremo nell’87 (e Mariella racconta di avere dato una definizione della musica che ha lasciato Pippo Baudo senza parole…) da Per amore a Terra mia per la quale Mariella ha ricordato di aver ricevuto il premio volare della emani di Domenico Modugno, del quale ha eseguito una toccante cover di Amara terra mia.

Un repertorio ricco e articolato nell’esecuzione del quale Mariella ha chiamato diversi ospiti.

Da Andrea Pistilli che l’ha accompagnata al piano (e poi, nel bis, alla chitarra, magnificamente suonata)  a Stefano De Sando (uno dei mitici doppiatori di De Niro) che ha interpretato la parte del commissario nella canzone In nome di ogni donna che racconta di una donna che denuncia le violenze subite dal marito.
De Sando ha cercato anche di ricomporre la gaffe del presentatore radiofonico che aveva definito Mariella una Luigi Tenco al femminile definendo Nava l’Alda Merini della musica, ma noi continuiamo a credere che Mariella sia grande proprio in quanto Mariella Nava e basta.

Che i testi di Nava siano delle poesie è vero tanto che Sando stesso declama il testo di Quadri di un abbraccio (per una volta) dall’album Tempo mosso del 2012, presentandocelo come una poesia e invece si tratta sempre di una canzone.

Non è mancata la coreografia per Ogni artista ha un cappello e poi Marco Martinelli, giovane promessa del belcanto, laureato in biotecnologie agro-industriali (ma la scienza ha fatto capolino già a inizio concerto quando Mariella, commentando il titolo del suo ultimo album, Epoca, ha ricordato come nell’equazione in cui cerchiamo di misurare il tempo il suo alcol risulta zero…) che ha dimostrato le sue doti canore prima con una cover impeccabile di Amore bello di Baglioni, accompagnato al piano da Mariella, e poi con il brano  Condizionale presente.

E, last but non least, Mariella ha chiamato anche Mimmo Cavallo, che ha tenuto un concerto nella stessa rassegna il 29 di marzo, col quale ha cantato St’amurri.

Poi era già tempo di salutarci dopo nn concerto fiume di quasi due ore – esclusi i bis – nel quale Mariella Nava ha mostrato tutta la sua generosità e quella gentilezza d’animo (Eleganza? Saggezza?) che la distingue da sempre sul palco e come autrice.

 

 





 

(7 aprile 2019)

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