di Redazione Cultura
Subito dopo l’attacco all’edificio residenziale di Dnipro, dove hanno perso la vita 41 persone, Medici Senza Frontiere (MSF) ha fornito con due cliniche mobili cure mediche, primo soccorso psicologico, beni di prima necessità ai feriti lievi e trasportato i più gravi in ospedale. I residenti sono stati evacuati dall’edificio, mentre la gente si è radunata per strada nella speranza di ricevere notizie di amici e parenti scomparsi. Molti erano in uno stato di visibile angoscia.
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“Abbiamo assistito una donna che aveva perso un parente a causa di un’onda d’urto scatenata dall’esplosione. È stato colpito mentre camminava per strada” racconta Yvhenia Kvyatkovska, psicologa di MSF. “La donna stava piangendo. Mi ha detto che il suo familiare aveva solo 15 anni. Era in un evidente stato di angoscia e panico, reazione naturale a quello che è successo”.
“La situazione è molto dura” afferma Ivan Quentin, coordinatore di MSF a Dnipro. “Quando siamo arrivati, c’erano molte persone sul posto e danni ingenti. I primi soccorritori stavano rimuovendo con cura i detriti. In molti avevano attacchi di panico. Abbiamo coinvolto due team medici, composti anche da psicologi e promotori della salute, e abbiamo allestito due cliniche mobili per offrire cure mediche in un luogo caldo e in grado di fornire privacy. Il team medico ha fornito consulenze e primo soccorso psicologico. Ci siamo coordinati con la Croce Rossa ucraina per distribuire i kit di primo soccorso attraverso i loro volontari e utilizzare la loro tenda per indirizzare le persone alle nostre cliniche mobili. Finora abbiamo effettuato più di 100 visite mediche. Le nostre attività di salute mentale sono in corso. Rimarremo sul posto finché ci sarà bisogno di noi”.
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(17 gennaio 2023)
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