Scrive Il Foglio che il politologo Federigo Argentieri, ha lasciato Limes la rivista cui ha collaborato dall’inizio con “l’amico” Lucio Caracciolo. Se ne sono andati, pare non con allegria, anche l’analista Franz Gustincich e l’economista Giorgio Arfaras. Secondo il giornale di Claudio Cerasa la ragione risiede nel fatto che “Bisogna fare scelte chiare, senza ambiguità”, si cita una dichiarazione di Argentieri a Giorgio Rutelli di AdnKronos.
Secondo l’ormai ex-collaboratore il problema è “il pregiudizio strutturale che la rivista ha nei confronti dell’Ucraina da oltre vent’anni”, addirittura fin dal 2004, dai tempi della Rivoluzione arancione. Dal 2014, continua l’accusa, “Limes ha iniziato a pubblicare sistematicamente mappe con la Crimea colorata come Russia, spesso anche il Donbas”.
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I dissidenti che lasciano la rivista hanno atteso un cambio di linea che non c’è stato, scrive ancora Il Foglio, e lanciano un’accusa pesantissima tacciando le posizioni di Limes di essere “una nube tossica mediatica che avvelena il pubblico e finisce per influenzare anche la politica”. Ci si aspetta una difesa. Ma per ora è l’attacco di Argentieri a continuare: “Alla vigilia dell’invasione del 24 febbraio 2022, Caracciolo dichiara in televisione che la Russia non avrebbe mai invaso. Una previsione clamorosamente sbagliata. Qui entra in gioco un tema fondamentale: l’accountability, una parola che in italiano non ha traduzione e forse si capisce perché. Se sei un esperto geopolitico e sbagli in modo così macroscopico, in qualche modo dovresti renderne conto. In Italia questo non accade”.
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(16 dicembre 2025)
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