La storia è semplice. Un uomo, oltre i trenta, nel pieno della sua forza fisica, viene colpito appena sopra l’orecchio da un proiettile vagante e si salva per miracolo. Dopo qualche tempo comincia ad avere prima strane percezioni, poi vere e proprie visioni. Via via che prende consapevolezza delle proprie visioni il protagonista sembra rifiutare quella realtà suggeritagli dalle proprie visioni, premonizioni di estrema crudeltà, fino a fare scattare la molla che lo porta a diventare l’eroe buono della sua stessa storia, costretto a riscattarsi da se stesso in un modo che non vi racconterò qui, perché il racconto vale la lettura.
“Il Sonno dell’Anima”, che a memoria dovrebbe essere il primo noir di Vittorio Schieroni, anima della galleria milanese Made4Art, critico d’arte e curatore, è scritto con semplicità e senza fronzoli (e un paio di sviste di editing non fanno onore al romanzo, ma sono cose che succedono) e regala una narrazione veloce, una bella storia, che parte dal desiderio dell’autore di volere estremizzare “l’individualismo esasperato dei nostri tempi”, come ci ha raccontato lui stessi descrivendoci brevemente la genesi del romanzo uscito per i tipi Del Faro Edizioni, in un racconto che snoda allucinazioni terribili senza farne quadro da esposizione fine a se stesso, piuttosto come una pellicola che nella sua lucidità racconta i fatti senza giudicarli. Interessante l’epilogo finale, a proposito dell’individualismo di cui sopra.
L’ho letto in due ore. Scorrevole e appassionante “Il Sonno dell’Anima” è un libro che consigliamo a chiunque ami il genere noir, e anche agli altri, in una narrazione che è insieme lucida allucinazione e dura denuncia di un presente senza scrupoli che non fa sconti a nessuno, popolato da personaggi che pur di raggiungere i loro scopi non esitano a devastare la vita altrui.
(10 marzo 2026)
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