di Effegi
Il Guggenheim di Venezia squarcia finalmente il velo di un’ipocrisia storiografica: la ceramica di Lucio Fontana non è un capriccio decorativo, ma il cuore pulsante e destabilizzante della sua rivoluzione. Per decenni si è preferita l’icona pulita del “taglio” sulla tela, rimuovendo la verità sporca, materica e viscerale del fango. Come succede nella vita.
La mostra “Mani-Fattura” agisce come un atto d’accusa contro una modernità disincarnata che ha temuto la manualità, declassandola ad artigianato. Eppure, il gesto spaziale nasce proprio nella resistenza dell’argilla, nel fuoco e nell’errore del corpo.
Fontana non ha bucato il vuoto, ha sfidato la materia: in una posizione quasi politica che oggi, in quest’era da digitale immateriale che troppi geni chiamano arte, torna a essere un necessario terreno di scontro per chiudere con la contemplazione del genio a distanza e ricominciare a contaminarsi la radicalità dell’arte vera.
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Collezione Peggy Guggenheim
Dorsoduro 701,
30123 Venezia
Data di chiusura: 2 marzo 2026
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(3 febbraio 2026)
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