Emilio Vedova, leitmotiv dell’Estate veneziana

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Roy Lichtensteindi Emilio Campanella

Avevo iniziato queste note d’arte, alla fine di Maggio, proprio con la straordinaria mostra di Vedova alla Scuola Grande di S. Rocco, ed ora cercando dei temi, degli incroci, degli incontri…

E quest’anno non c’e’ che l’imbarazzo della scelta, ho individuato una presenza veneziana, continua, importantissima ed emozionante, ovviamente, fra le esposizioni lagunari della stagione: ad esempio, i Musei Civici Veneziani suggeriscono VEDOVA PLURIMO, che s’incontra al Museo Correr, a Ca’ Rezzonico, a sorpresa, nelle sale del Tiepolo!

A Ca’ Pesaro, con la sua presenza leonina (era di questo segno, peraltro!).

Invece, nel “suo studio” delle Zattere, la Fondazione Emilio ed Annabianca Vedova propone: COSIDDETTI CARNEVALI, opere tridimensionali in cui la maschera ha una presenza se non preponderante, fortemente evocativa, polemica, critica, sicuramente interlocutoria! Non so perché, ma queste opere mi hanno fato pensare molto a Dario Fo ed il suo grammelot linguistico espressivo; forse perché si tratta di due grandissime personalitá, di due grandi vecchi, coerenti ideologicamente ed artisticamente, ed anche per il legame teatrale ovvio che la maschera impone.

I Magazzini del Sale espongono, invece, e anche in questo caso fino al 24 Novembre, le sculture di un pittore di cui parlo perché è ospite del Museo Vedova: si tratta di ROY LICHTENSTEIN SCULTOR, curioso esempio di sculture bidimensioneli e di interessantissimi ritratti prospettici, vera scommessa con la terza dimensione, da parte di un artista che della superficie piatta ha fatto la sua cifra inconfondibile e coerente.

Continua…

 

 

 

 

 

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