Ricci/Forte tornano con “Still Life” contro il bullismo omofobo, buon segno

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Ricci Forte 07 Still Lifedi Anna Flavia Locchi

Del nostro amore per il teatro di Ricci/Forte sapete più o meno tutto: queste pagine gli hanno dedicato interviste, articoli, un bel servizio su Yo Magayzine Italia di giugno ed ora che tornano, buon segno, con un nuovo lavoro contro l’omofobia ed il bullismo (Garofano Verde, Roma, il 25 giugno al Teatro Argentina), non possiamo non annunciarlo.

Ricci/Forte con i loro attori Anna Gualdo, Giuseppe Sirtori, Fabio Gomiero, Liliana Laera, Francesco Scolletta mettono in scena l’ignavia, l’ipocrisia, le parole di circostanza i “mi dispiace” di Twitter e Facebook che fa sentire tanto buoni coloro che li scrivono, i messaggi dei capi di stato che non servono a un cazzo, ma qualcuno deve pur scriverli, soprattutto quando a suicidarsi è un ragazzino di 15 anni massacrato dalla parola “focio” e dai compagni che dopo piangono, falsi coccodrilli la cui pelle non è degna nemmeno di nettare un culo qualsiasi.

“Still Life”, ovvero “massacro a cinque voci per una vittima”.

Vittime lo siamo stati tutti, gay e lesbiche di questo paese, cittadini comuni ed operatori culturali e registi che hanno dedicato alla difesa delle persone omosessuali tutta la loro vita, distrutta dalla crisi che sfama le banche e affama gli uomini.

“Still Life” è il nuovo grido di dolore della compagnia Ricci/Forte: imperdibile.

 

 

 

 

 

 

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