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Gender Docu Film festival: seconda serata al Gay Village di Roma

Gender Docu Film Festdi Roberta Savona

Si chiude il sipario sulla seconda giornata del Gender Docufilm Fest che si sta svolgendo in questo weekend di fine agosto al Gay Village. Presentati in gara questa sera sono i film “Taglia Corto!” di Filippo Demarchi, “My Love” di Iben Haar Andersen e “Ein Wochenende in Deutschland” di Jan Soldat.

Un viaggio interno quello intrapreso dalle pellicole di venerdi’ sera, che comincia con un coming out in diretta, raccontato dal cineasta svizzero Demarchi, con una spontaneità ed una “direzione” per l’appunto, tipica del documentario che vuole raccontare senza filtro ciò che accade. Un padre sconcertato e incredulo, una madre speranzosa e sbigottita e un figlio curioso di sapere, ma anche di raccontare la reazione dei propri genitori. Tredici minuti di domande e tredici minuti di risposte, con una comprensione che rimane nel mezzo, lasciando al fruitore un’analisi lucida dei due punti di vista, raccontati attraverso l’occhio per niente indiscreto della videocamera del ragazzo.

Dal coming out in diretta alla sessualità affermata, attraverso sudore, sofferenza ed una vita ormai trascorsa per oltre la sua metà. Sessantadue anni, danese, pescatore da sempre, con due figli. Il protagonista del secondo film “Mi Love”, è un uomo nato e cresciuto con lo scopo di avere una famiglia. Un uomo che riesce nella sua impresa e che vede crollare il proprio castello a seguito della morte della sua secondogenita. Proprio quest’avvenimento lo desta dal torpore di una vita che fino ad allora era stata “normale” (per quanto il concetto di normalità trovi oggi una giusta cognizione). L’uomo lascia tutto e va avanti, torna ai suoi sogni di ragazzo e ai ricordi… e il ricordo di una pulsione mai sopita, lo porta verso ciò che ha sempre desiderato. Un’altro uomo. My Love, è la storia di un amore voluto da sempre.

E dall’amore raccontato da Iben Haar Andersen, il nostro viaggio si è concluso in Germania con Jan Soldat, autore non nuovo al panorama indipendente, che tratta da sempre tematiche “forti” (solo per usare un eufemismo). Soldat fa un quadro preciso di un tranquillo weekend in Germania e la sua è un’opera tanto cruda, quanto dissacrante. Il film si apre con una bandiera tedesca che colpisce più volte un fondoschiena già piuttosto provato, dopo lunghi e intensi minuti di sonore sculacciate. “Ein Wochenende in Duetschland” non lascia spazio all’immaginazione. Due uomini sulla sessantina vivono liberamente la loro sessualità, giocando apertamente con il loro slave. Per un puro e genuino esempio di bondage e sadomaso domestico, firmato Jan Soldat.

In gara nell’ultimo giorno di proiezione (sabato 31 agosto) troveremo le ultime due pellicole: “American Vagabond” di Susanna Helke e Mary Morgan e “Max un die anderen” di Richard Rossmann… dalla ricerca di un mondo senza discriminazioni come San Francisco, fino alla spasmodica voglia di un uomo che ama il sesso e ama gestirlo con precisione e disciplina…ma non sempre i conti tornano! Insomma, ne vedremo delle belle. Chi vincerà la quarta edizione del Gender Docufilm Festival?

 

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