Parliamo di THE ZERO THEOREM di Terry Gilliam, in concorso per VENEZIA 70. Un genio (SIC) telematico paranoico vive in un luogo bellissimo, una chiesa abbandonata, di cui conosceremo la vicenda più tardi.
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Il film è stato girato a Bucarest in soli ventisette giorni!!! Le scenografie sono magnifiche, i costumi, di grande fantasia, come sempre… C’è un po’ un’aria da BRAZIL rivisitato; la “storia”, però, dopo poco più di un’ora, comincia a cigolare e ad incepparsi, solo che deve funzionare per altri quarantasette minuti!
La cifra espressiva è, come sempre, notevole, ma qualche cosa non lievita a dovere, secondo me, e si ha come una sensazione di ripetitività, un po’ una macchina, bellissima, celibe, con farraginosi ritmi e stucchevoli immagini alla lunga.
Non possiamo affezionarci ai protagonisti, questa fantascienza in “salsa gotica” non è certo nuova, il controllo di una specie di “grande fratello” orwelliano ovviamente prevedibile, la comunicazione virtuale già vista, ed anche meglio, seppur in maniera differente, e comunque il tentativo di cogliere un lato universalmente, esistenzialmente, ispirato funziona poco…
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Gli enunciati filosofici sono sempre molto rischiosi al cinema!
Gilliam è regista visionario e di grande fantasia, il talento trasuda da ogni fotogramma, ma tant’è…
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