dal nostro inviato Alessandro Paesano twitter@ale_paesano
Una giuria di ragazzi e ragazze in età da liceo ha assegnato il premio unico come miglior film per la sezione, autonoma e parallela, giunta al decimo anno di vita, Alice nella città. Oltre al premio la giuria di ggiovani ha voluto anche dare una menzione speciale.
Silvestro Lega, dalla Patria alla luce
di Fabio Galli Che cosa rimane del Risorgimento quando la pittura smette di raccontarlo? È una delle domande... →
Il premio è andato a Larjiungen (Svezia, 2013) di Ulrika Bengts, con una motivazione metaforica: per la sensibilità con la quale la regista ha affrontato le complesse dinamiche familiari e l’introspezione dei personaggi. Il film è capace di raccontare un ristretto lembo di terra, con pochi personaggi, una storia emozionante che non incontra barriere temporali. Interessante il capovolgimento dell’immagine del faro che, da baluardo di luce e salvezza per i viaggiatori, si trasforma in un luogo soffocante da cui fuggire. Straordinarie infine le interpretazioni dei personaggi tra cui spicca per intensità la figura del padre.
Tra tutti i film da premiare è stato scelto quello che esprime il conflitto adulti adolescenti nella maniera più tradizionale condivisibile chi è a favore delle punizioni corporali o dell’imposizione nella scelte professionali delle persone adolescenti?
Un film che non risolve il conflitto da un punto di vista culturale, etico o politico, ma sentimentale, tenendo il presente convenientemente lontano pretendendo di trovare nella distanza di un racconto storico una universalità dell’autoritarismo, che all’epoca era considerato più che lecito e normale, tacendo sui problemi contemporanei che affliggono la gioventù ben affrontati in altri film in concorso come Mig äger ingen di Kjell-Åke Andersson (Svezia, 2013).
A Genova il World Press Photo Exhibition 2026, fino all’8 dicembre a Palazzo Ducale
Torna a Genova la World Press Photo Exhibition, prestigiosa manifestazione internazionale che premia ogni anno i migliori scatti... →
Sentimentalismo confermato anche nella menzione speciale che è andata a Leijonasydän (Finlandia\Svezia, 2013) di Dome Karukoski dove la xenofobia (e l’omofobia) sono trattate e risolte nel privato, coi sentimenti e non con il pensiero critico, con l’etica o la politica. La menzione è stata accompagnata dalla seguente motivazione:
per la semplicità puntuale ed incisiva nel descrivere un tema importante e pericolosamente attuale, quello del neonazismo. Per la capacità del cast e la sceneggiatura efficace in grado di riportare senza filtri e con tagliente comicità una realtà crudele quanto folle.
Le persone della giuria, uomini e le donne di domani si presentano convenzionali, disimpegnati, incapaci di un approccio critico al reale e premiano dei film nei quali amore fa ancora rima con cuore.
[useful_banner_manager banners=19 count=1]
©alessandro paesano 2013 tutti i diritti riservati ©gaiaitalia.com 2013 per gentile concessione riproduzione vietata
[useful_banner_manager banners=12 count=1]
[useful_banner_manager banners=16 count=1]
