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Teatro, #Visti per voi “Il Porno è femmina” di Marco Medelin al Teatro Antigone, c’eravamo

Teatro Antigonedi E.T.  twitter@iiiiiTiiiii

Abbiamo visto venerdì 30 maggio al Teatro Antigone lo spettacolo “Il Porno è femmina”, scritto e diretto da Marco Medelin, o meglio “Il Porno è femmina, ovvero meglio guardare il lato buono”. Sei attori in scena ed un inizio che vede in scena lo stesso regista che, con una bella trovata, si trasforma da addetto ai lavori che chiede al pubblico di spegnere i cellulari a presentatore televisivo di quiz che presenta il potenziale vincitore di 500mila euro. Da lì lo spettacolo (diviso in due tempi, se ne potrebbe fare a meno, basterebbe sforbiciare qua e là) in una prima parte frizzate, divertente e con un ottimo ritmo.

Poi la pausa. E lo spettacolo che riprende, ma non sembra più lo stesso, perché testo e regia, e di conseguenza attori, cominciano ad avvitarsi su loro stessi, sugli stessi temi e le stesse battute e la sensazione è di una certa noia (anche se il pubblico dimostra di gradire ed ai fini dello spettacolo è questo che conta, ma il pubblico – e noi lo sappiamo – dimostra di apprezzare anche cose che si costruiscono meglio), e ci dispiace.

Innanzitutto perché Marco Medelin ha una bella scrittura, davvero bella, ma che purtroppo assai spesso cede il passo all’autocompiacemento ed al gusto della battuta che deve far ridere. Dispiace perché alla fine la ridondanza della scrittura finisce con l’avere un effetto castrante sulle scelte registiche e sul lavoro degli attori, che Medelin tiene sotto pressione con pochissima fiducia nei loro mezzi, e questo è – secondo noi – il vero limite del suo lavoro registico. E poi perché l’idea di due spiantati che si sentono geni e vogliono cambiare la storia del cinema attraverso la produzione di film porno ispirati a grandi classici è davvero carina.

Gli attori in scena onorano il loro essere in scena: ci sono molto piaciuti Silvia Maccari e Lorenzo Ciambrelli (però qualcuno gli dica che indossare uno slip sotto un boxer attillato è esteticamente ridicolo), Marco Bullitta è dotato di ottima tecnica, così come perfetta è la caratterizzazione di Angelo Curci. Un po’ sopra le righe Simona Biondi, ma il suo essere sopra le righe è stata sicuramente un non felice scelta registica. Crediamo che Sara Felci debba affinare le sue doti, ma probabilmente anche noi, così che c’è poco da discutere.

Va detto che dopo lo spettacolo abbiamo avuto una lunga e piacevole chiacchierata con il regista ed autore, con il quale abbiamo discusso dello spettacolo e delle sue scelte ed al quale abbiamo detto più o meno ciò che ora trovate scritto. Lo spettacolo va in scena al Teatro Antigone fino al 1 giugno e sono previste altre repliche nel prossimo luglio.

Subito dopo lo spettacolo abbiamo inoltre avuto la fortuna di incontrare uno dei protagonisti dello spettacolo La Casa Vittoriana degli Spiriti che abbiamo recensito qui il quale ci ha fatto notare che abbiamo sbagliato a scrivere il nome della regista, autrice e disegnatrice di luci, oltre che firmataria del programma di sala, citandola più volte come Valeria Lentini , quando invece il nome è Viviana Lentini.

Ci scusiamo in questa sede e correggiamo nell’altra.

I refusi, del resto, fanno parte del nostro mestiere, che è anche quello di assistere, ahinoi, a spettacolo indecorosi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(31 maggio 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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