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Roma Fringe Festival, intervistiamo Stella Saccà autrice de “I Leoni non si abbracciano”

Stella Saccàdi Max Calvo

Abbiamo visto al Roma Fringe Festival uno spettacolo che abbiamo molto apprezzato e del quale abbiamo scritto, si tratta de “I Leoni non si abbracciano”.

Abbiamo così voluto cogliere l’occasione di farvi conoscere meglio la giovane autrice del testo Stella Saccà in questa intervista.

Abbiamo molto apprezzato lo spettacolo “I leoni non si abbracciano”, come nasce l’idea del testo?
L’idea nasce da una cena con PAOLO FLORIS, l’attore che interpreta Leo. Volevamo raccontare una storia di due essere umani in condizioni particolari, passando da un sentimento di amicizia senza ricorrere a scuse verbali melliflue ma descrivendo un comportamento istintivo, animalesco, di due esseri umani opposti, costretti a condividersi. Hanno influenzato poi letture quali uomini e topi, aspettando Godot e menzogne di una notte.

E’ percepibile tra le righe un attacco al potere maschile che si arroga il diritto di decidere della vita altrui, parliamo della pena di morte, ci sbagliamo?
La pena di morte li fa incontrare. È come se fosse un quarto personaggio, marginale ma imprescindibile, che incarna un quarto esempio di essere umano. La critica alla pena di morte non è esplicita ma si riflette nelle reazioni dei protagonisti.

Come mai questo machismo esasperato nella caratterizzazione dei tre personaggi?
Non mi sembra ci sia del machismo a contraddistinguere i personaggi. Anzi… entrambi i protagonisti si rivelano sensibili e il sentimento di impotenza li fa reagire dolcemente e in modo infantile e delicato. Anche il secondino, sebbene possa sembrare il tipico prototipo di macho, smussa poi questa apparenza con un lato comico e buffo. Credo che tutti i personaggi, anche se in modo diverso, sbeffeggino e distruggano l’idea di macho.

L’anaffettività maschile, al di là del contesto dello spettacolo, è plausibile come causa di ciò che lei descrive nel testo?
Non sono in grado di definire alcuni atteggiamenti umani che portano ad azioni inconcepibilmente legali. L’anaffettivita’ forse non basta.

Abbiamo notato venature sottili di omoerotismo, ma forse ci siamo sbagliati…
L’omosessualità, a differenza di altri miei testi, qui non è proprio contemplata. Ho pensato solo ed esclusivamente a valorizzare un rapporto che nasce e cresce in condizioni estreme e ad analizzare le reazioni dei protagonisti. L’abbraccio finale (non parlavamo certo dell’abbraccio finale, ndr) così come tutti i tentativi di approccio di Buf sono bisogni infantili e scevri da qualsiasi legame con la sessualità.

Quali sono i suoi progetti futuri come autrice?
Per i progetti futuri…  tre settimane a novembre in scena al teatro due con un testo che ha avuto molto successo: “come restare vedove senza intaccare la fedina penale”. Questa volta tutto al femminile in cui recito con colleghe eccezionali e che sono anche mie grandissime amiche. E poi sto scrivendo un altro spettacolo.

Soddisfatta dell’accoglienza ricevuta dal pubblico del Roma Fringe Festival?
Sono molto soddisfatta dell’accoglienza ottenuta al Fringe. Soprattutto per la replica del 24 giugno.  È bello sentire le persone ridere e commuoversi.

Come vede la situazione del teatro nel nostro paese, attualmente?
Il teatro oggi è un televisore senza schermo. Per fortuna c’è molta gente che lo ama alla follia e  lo tiene in vita organizzando festival che ti permettono di andare in scena con poco. Mi piacerebbe che gli addetti ai lavori facessero ogni tanto un giro tra i teatri off. Ne varrebbe la pena!

Si prevede una tournée per “I Leoni non si abbracciano”?
Speriamo presto in una tournee per i Leoni!

 

Stella Saccà nasce a Roma nel 1984. Scopre il teatro grazie alla sua prima insegnante Beatrice Simonetti che incontra a sedici anni e con la quale continua a studiare fino ai venti. Nel 2009 si laurea in lingue e culture straniere. Nello stesso anno pubblica DiVaga Essenza, raccolta di poesie. Inizia a scrivere per il teatro nel 2012. La sua prima commedia è il corto teatrale E LUCE FU, miglior spettacolo al festival Schegge d’autore 2012.  A seguire la sceneggiatura del corto cinematografico ‘l’appuntamento’, di cui è anche una dei protagonisti, vincitore del globo d’oro 2013, menzione speciale Los Angeles comedy Festival, vincitore dei premi miglior corto, miglior sceneggiatura e migliori attori all’Accolade festival California, miglior cast al San Francisco festival. Nello stesso anno scrive la commedia teatrale ‘Come restare vedove senza intaccare la fedina penale’ che debutta presso la rassegna Sguardi S-velati del teatro Due di Roma e che andrà  in scena per tre settimane  a novembre del 2014 presso lo stesso teatro della capitale. A Cagliari si aggiudica miglior spettacolo con il monologo drammatico ‘il mio compleanno’ interpretato da Paolo Floris, con cui crea i leoni non si abbracciano, che lo stesso Floris interpreta e dirige insieme a Daniele Mariani e la cui versione corto teatrale si aggiudica il premio di miglior atto unico a Schegge d’autore 2013 e il premio della giuria al festival Drammaturgica del teatro Hamlet nel 2014.

 

 

 

(27 giugno 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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