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Teatro #InScena a Roma, al Dei Conciatori “La Svolta” fino al 15 giugno

Ph. Stefania Ciocca 2013di Gaiaitalia.com

La disoccupazione è un nemico sociale. La solitudine è un nemico sociale. L’Alzheimer è un nemico sociale. Quando combatti su tre fronti forse puoi essere un eroe, ma in genere sei destinato a perdere. Gli eroi giocano sempre a tutto o niente. E niente è la variabile che esce di più.

“Una pallottola guarda avanti. Se ne sbatte di cosa succede di fianco. Va diritta e non si volta mai. Ha un avvenire davanti a sé.”

Quasi una architettura da thrillerper un monologo ricco di sensibilità contemporanea, figlia della crisi e del fallimento delle ambizioni e dei sogni della generazione del ’68. Protagonista è Sébastien Galesy, uomo di mezza età fresco di licenziamento dall’agenzia pubblicitaria in cui ha lavorato per anni, in aria di divorzio dalla moglie e alla rincorsa dell’amore dei due piccoli figli che sembrano diventati l’unica sua speranza di futuro.E allora l’idea: uno strambo riscatto all’onore della vita, svaligiare una banca e fuggire con il denaro.

Il maggiore motivo di interesse del testo sta nell’alternanza tra la strategia – ingenua e pretenziosa – che l’uomo adotta per entrare in banca armato di pistola e uscirne con un bottino, e le riflessioni – queste invece profonde e disincantate – sulla condizione esistenziale sua e della sua famiglia.

“Mia madre vive da anni dentro un letto. La cosa più schifosa di una malattia come l’Alzheimer è che non puoi dare più niente di te agli altri. Puoi solo prendere. Prendere senza nemmeno saperlo. Senza nemmeno volerlo, o apprezzarlo. Senza nemmeno ricordarlo. Non te ne accorgi e basta. Sei prigioniero di te stesso e non puoi fare niente per fuggire. Allora tu, quando siedi vicino a un malato terminale di Alzheimer, vorresti che almeno si accorgesse di chi ha al suo fianco, non pretendere che si ricordi, ma almeno accorgersi, per dio… Ricevere un segnale, un accenno con cui ti faccia capire che quello che fai è per lui. Che sei lì, vicino. Fermare uno sguardo e sperare che anche l’altro si riconosca attraverso te.”

Sébastien è uno di noi, con le fragilità e le illusioni dei nostri tempi, precari e incerti, sempre più vuoti di onore e di eroi, e invece gravidi di insicurezze, paure e domande esistenziali destinate a restare senza risposta, con i sogni di riscatto e resurrezione tratti dall’immaginario cinematografico delle grandi rapine a mano armata, con i problemi di tutti i giorni da cui si cerca di fuggire, come da una prigione senza sbarre.

 

“SE INCONTRI QUALCUNO DIGLI CHE IO SONO QUI”
In vendita a prezzo scontato presso il teatro il libro Se incontri qualcuno digli che io sono qui, da cui è tratto lo spettacolo.

 

 

 

La Svolta
di Moran Beaumer
adattamento Alberto Oliva e Mino Manni
regia Alberto Oliva
con Mino Manni
assistente alla regia Libera Pota
scene e costumi Marco Ferrara
musiche originali EON
foto di scena Stefania Ciocca
produzione I Demoni

 

 

(13 giugno 2014)

 

 

 

 

 

 

 

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