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#Vistipervoi al Roma Fringe Festival: bravissimo Daniele Fedeli

Roma Fringe Festival - Daniele Fedelidi E.T.  twitter@iiiiiTiiiii

Roma Fringe Festival, 8 giugno.  Iniziamo con un omaggio a Carmelo Bene dalla drammaturgia e dalla regia incerte e con scelte di voci fuori campo che lasciano perplessi, l’unica voce fuori campo possibile essendo quella di Carmelo Bene, indimenticabile e geniale istrione del teatro italiano. Quello colto. Quello al quale lo spettacolo vuole e riesce a ispirarsi. na barchetta in scena trainata da un filo, mentre una voce femminile, utilizzando la partitura vocale di Carmelo Bene che conosciamo introduce lo spettacolo prima dell’entrata in scena di Daniele Fedeli che con la sua bravura ci fa finalmente vedere di cosa può essere capace un attore.

Recita, suona la chitarra elettrica, inventa momenti musicali con la chitarra a terra e colpi sul palcoscenico che la fanno vibrare, si rivolge al cielo (al Maestro?), invoca e declama, bello come bello dev’essere un attore in scena, bravo come bravo dev’essere un attore in scena, umile come umile dev’essere un attore in scena, ci regala un ora di grande performance facendoci dimenticare i problemini dello spettacolo (che ha quattro o cinque finali, ma di fronte ad una grande prova attoriale ci si può anche passare sopra). Daniele Fedeli è davvero un perfomer eccellente. Gli auguriamo il futuro che merita. E a noi auguriamo di vederlo presto in scena.

Applaudiamo a lungo e con soddisfazione.Roma Fringe Festival - Jansi la Janis Sbagliata

E’ poi il momento di “Jansi, la Janis sbagliata“, spettacolo dalla drammaturgia inestistente e dalla regia altrettanto inesistente, che si basa sulla bravura dell’attrice in scena e sulle sue capacità. Valentina Conti (che chiude commossa la sua performance, perché ha dato l’anima!) è bravissima con il corpo, ma non lo è altrettanto con la vocalità e i suoi toni sono ripetitivi e poco originali, in più sceglie di dare vita al personaggio di Janis Joplin all’interno di una drammaturgia assolutamente non all’altezza la cui unica caratteristica è una volgarità gratuita ed assolutamente ingiustificata (by the way… parlando di Janis Joplin è complicato per chi assiste sentir parlare di Exctasy, ai tempi si chiamava LSD ed era un’altra storia…).  Vorremmo aggiungere altro, ma è sufficente…

Chiudiamo la serata attorno alla mezzanotte con l’orrendo spettacolo “Tutto in 90 minuti”, uno spettacolo di tale bruttezza, misoginia, grettezza, inconcludenza, volgarità intellettuale, inconsistenza, nemmeno degno di una filodrammatica di quart’ordine, che nemmeno vale la pena di commentare.

Stupisce che il Roma Fringe Festival abbia deciso di inserirlo in programmazione.

 

Roma-Fringe-Festival

 

 

 

 

 

 

(9 giugno 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

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