Di cosa parliamo quando parliamo di Carver

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Raymond Carver 03di Anna Flavia Locchi

Il 2 agosto del 1988 moriva Raymond Carver. Il più grande del decennio se ne andava a 50 anni appena compiuti. Raymond Carver è stato poeta, saggista e scrittore. Ma è stato soprattutto una delle menti critiche più lucide d’America. E non stiamo parlando della critica all’establishment propria di Gore Vidal, ma di quella ben più importante, ben più coraggiosa, legata al quotidiano ed alla vita degli abitanti dell’America profonda, quella che vota a destra perché ha paura, quella narrata da Truman Capote nel magnifico “In Cold Blood” ( in italiano A sangue freddo), quella che alcuni proprio nel periodo della morte di Carver, quando la parola minimalismo era diventata di moda, hanno provato ad imitare ambientando i loro patetici libercoli nell’upper class americana con raccontini per adolescenti gay scambiati per letteratura di alto livello.

A lui si sono ispirati alcuni definiti grandi della letteratura contemporanea, prima fra tutti quel Bret Easton Ellis che nel 1985 scrisse il bel romanzo (soprattutto in lingua originale) “Less Then Zero”, dal quale un bravo regista come Mariek Kanievska trasse un inguardabile film. Dai racconti di Raymond Carver invece, Robert Altman trasse un capolavoro indimenticabile come “America Oggi”, un motivo ci sarà.

Ricordiamo oggi, ancora una volta Raymond Carver perché vogliamo che la sua letteratura non sia dimenticata: “Vuoi star zitta per favore?”, “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore?”, “Cattedrale”, sono raccolte di short stories che dovrebbero essere presenti nella biblioteca di tutti.

Se poi amate la poesia non lasciatevi scappare la raccolta “Il nuovo sentiero per la cascata”, che Minimum Fax ha pubblicato nel 2001. Carver scriveva anche sulla carta igienica mentre era in bagno. Per dire che non è necessario un computer per scrivere capolavori. Ma l’immagine che suggeriamo è un’altra.

Con l’aiuto di Wikipedia una breve bibliografia:

  • Will You Please Be Quiet, Please?, McGraw-Hill, New York, 1976 (trad. it. Vuoi star zitta per favore? Racconti , Roma, minimum fax, 1999)
  • Furious Seasons and Other Stories, Capra, Santa Barbara, 1977
  • What We Talk About When We Talk About Love, Alfred A. Knopf, New York, 1981(trad. it. Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, Roma, minimum fax, 2001)
  • Cathedral, Alfred A. Knopf, New York, 1983 (trad.it. Cattedrale, Mondadori, 1984, Serra e Riva Editori, 1987, minimum fax, 2002)
  • Fires: Essays, Poems, Stories, Santa Barbara, Capra Press, 1983 (trad.it. Voi non sapete cos’è l’amore. Saggi, poesie, racconti, Tullio Pironti Editore, 1989; Roma, minimum fax, 2001)
  • Where I’m Calling From: New and Selected Stories, Atlantic Monthly, New York, 1988 (trad.it. Da dove sto chiamando. Racconti, Roma, minimum fax, 1999)
  • Elephant and Other Stories , The Harvill, London 1988
  • Call if You Need Me, Tess Gallagher, 2000 (trad.it. Se hai bisogno, chiama, Giulio Einaudi editore, Torino, 2010

 

P.S. Se leggete l’inglese, consigliamo la lettura di Carver in lingua originale.

 

 

 

 

 

 

(2 agosto 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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