L’ex chitarrista dei Guns torna con otto canzoni bomba [sic]che i realtà sono 17, in un nuovo lavoro dal titolo originalissimo World on fire. Sono 17, dicevamo, le tracce che compongono il nuovo lavoro di Slash , un numero non fortunato per molti, anche troppe per alcuni che ne avrebbero volute solo otto.
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Slash ritorna e, torna a fare parlare di sé, per la sua musica, troppa o troppo poca, ma c’e’.
Impronta minacciosa, classico mid-tempo di Slash solista in “Wicked Stone”, quarta traccia del disco, segue “30 years to life” con un assolo dei tempi gloriosi. “Bent to fly,” tragica, intensissima, “World on Fir” , tetra intricante e avvolgente da cui decolla la bellezza del disco.
I pezzi dalla meta’ in poi, sono uno meglio dell’altro. Riff pazzeschi, pezzi trionfali e struggenti, lascivi, seducenti . “Iris of the storm” è rockettara e carica.
La coscienza crepuscolare dell’Impero. Emil Cioran e l’epistolario con Petre Țuțea (1936–1941)
di Fabio Galli L’epistolario di Emil Cioran con Petre Țuțea, pubblicato postumo sotto il titolo L’insonnia dello spirito, rappresenta... →
Slash e la sua band, ci sono, a modo loro, forse con troppi pezzi, ma sono tornati, per emozionarci, per criticarli.
(30 settembre 2014)
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